Riso: tutela del made in italy


Riso: approvata la risoluzione M5S per la tutela del made in italy

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Approvata all’unanimità in Commissione Agricoltura la risoluzione, a prima firma L’Abbate (M5S), con le linee di indirizzo al Ministro Martina, tra cui la richiesta della clausola di salvaguardia contro le importazioni a “dazio zero”

Dopo le manifestazioni dei risicoltori delle scorse settimane, sostenute dalle associazioni agricole, a seguito dell’entrata in vigore del nuovo regime doganale con il relativo aumento esponenziale di importazioni di riso a “dazio zero” dai Paesi del sud est asiatico, la Camera dei Deputati detta la linea al Ministro Maurizio Martina. È stata approvata all’unanimità in Commissione Agricoltura la risoluzione, a prima firma del deputato Giuseppe L’Abbate (M5S), per impegnare il Governo ad intervenire in tempi rapidi in sede europea affinché sia attivata la clausola di salvaguardia, ad far rendere immediatamente applicabile la normativa sull’etichettatura di origine dei prodotti agroalimentari, a potenziare l’attività di vigilanza e prevenzione delle pratiche commerciali scorrette rendendoli pubblici i dati dei traffici illeciti accertati nonché, infine, a valutare eventuali iniziative per rendere più efficace l’attività dell’Ente Risi così da promuovere la crescita e la competitività dell’agricoltura risicola italiana.
“Siamo soddisfatti che il Parlamento abbia compiuto finalmente il proprio compito, indicando la strada al Ministro Martina. Peccato che siamo giunti all’approvazione della risoluzione solamente ora, dato che i produttori avevano dato l’allarme già otto mesi fa. Purtroppo – commenta Giuseppe L’Abbate, deputato M5S primo firmatario della risoluzione in Commissione Agricoltura – c’è stato bisogno delle proteste di piazza dei risicoltori e del nostro ulteriore sollecito per vedere approvato un atto necessario per tutelare le imprese agricole nazionali. L’aiuto ai Paesi in via di sviluppo, infatti, non può e non deve pregiudicare la nostra economia e il futuro dell’agroalimentare italiano”.
Dal 2009 al 2013, l’importazione di riso dai Paesi del sud est asiatico è passata da 10 mila tonnellate l’anno a 130 mila. Mentre, negli ultimi 10 mesi, le importazioni dalla sola Cambogia sono aumentate del 60% rispetto allo stesso periodo di un anno fa. Il tutto grazie agli azzeramenti o alle progressive riduzioni dei dazi della tariffa doganale comune. Una situazione non più sostenibile per tutto il comparto risicolo che, in Piemonte e Lombardia ha visto passare la superficie coltivata a riso dai dai 235mila ettari del 2012 ai 219mila del 2013. Già dallo scorso autunno, quando vi furono i primi allarmi, si registrarono drammatiche diminuzioni delle quotazioni del riso pari al 35%, con punte clamorose per il riso Carnaroli, sceso del 63% da 800 euro a 300 euro la tonnellata. Il tutto grazie agli azzeramenti o alle progressive riduzioni dei dazi della tariffa doganale comune come previsto dall’accordo EBA (“Everything but arms”) che hanno colpito anche le aziende di trasformazione del riso, considerato che dal sud est asiatico il prodotto arriva spesso già pronto per essere venduto. Chiara, invece, ora la linea indicata dalla Camera al Ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina, il quale si è già dichiarato propenso a richiedere la clausola di salvaguardia.
L’approvazione della risoluzione 5 Stelle giunge proprio nel giorno in cui una delegazione di rappresentanti del “triangolo del riso” (Vercelli, Novara, Pavia) si incontra con gli europarlamentari Tajani e Cirio. “Occorre davvero un viaggio di rappresentanza per constatare che l’export del riso italiano è in flessione del 14% verso gli stessi Paesi Ue? – sottolinea il deputato vercellese Mirko Busto (M5S) – Quelli che dovrebbero essere nostri partner economici ormai preferiscono acquistare il più economico riso asiatico, spesso contenente sostanze chimiche da noi vietate. Con il provvedimento approvato oggi, il M5S dimostra di dare soluzioni efficaci ai bisogni dei cittadini senza spreco di denaro pubblico. Inoltre – conclude Busto – dal punto di vista di salute e sovranità alimentare, in Piemonte e Lombardia sono da tutelare le molte buone pratiche a basso impatto ambientale. Ci attendiamo che il Ministro Martina compia concretamente il proprio dovere mentre ci attendiamo dalle Regioni interessate un sapiente utilizzo dei Fondi strutturali nell’ambito dei Psr”.

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