Volete sapere come si fa a distruggere una Docg?


Volete sapere come si fa a distruggere una Docg?

Scritto da Giancarlo Gariglio

Volete sapere come si fa a distruggere una Docg? È facile, basta vedere cosa ha combinato il Consorzio di tutela del Brachetto negli ultimi anni. In questi giorni è in discussione l’accordo di categoria, quello che disciplina i prezzi di vendita delle uve tra viticoltori, vignaioli, cooperative e imbottigliatori industriali. Ebbene i termini proposti – almeno quelli che sono giunti a noi – dal presidente del Consorzio Paolo Ricagno sono avvilenti.

Gli agricoltori dovrebbero abbassare le proprie rese a 30 quintali per ettaro e l’esubero dovrebbe essere destinato a diventare MPS (mosto parzialmente fermentato da uve dolci).

I 30 quintali verrebbero retribuiti 1 euro al kg, quindi 3.000 in totale, mentre l’MPS altri 3.080. Quindi il Consorzio a questo punto chi sta tutelando? Se alla fine si fa meno Brachetto di questo benedetto MPS? Tra l’altro sapete a chi serve il mosto parzialmente fermentato? Alle industrie che lo utilizzano per fare spumantini rosati dolci, bevande insulse vendute a pochi euro negli hard discount di mezzo mondo. Ma che possibilità di sviluppo si danno a un territorio se questa è la strategia di vendita? Ovvero puntiamo sull’industria di scarsa o nulla qualità?

Molto particolare la posizione della Confagricoltura di Asti, che nella persona del suo direttore, Francesco Giaquinta, ha dichiarato: «Mai come quest’anno Confagricoltura ha firmato controvoglia un accordo sul Brachetto che penalizza i viticoltori. Lo abbiamo fatto unicamente per senso di responsabilità verso una filiera per la quale il mercato libero sarebbe stato una vera iattura. Ora, però, le industrie rispettino gli impegni e facciano la loro parte, facendo ripartire il mercato e dando fondo alle giacenze»

Se si fanno due conti, le potenzialità del Brachetto Docg vengono ridotte a 4.200.000 bottiglie, una miseria rispetto ai tempi d’oro. Con numeri così risicati è difficile prevedere che si possa mettere in piedi anche un sistema di promozione adeguato. Infatti, basti vedere il sito del Consorzio per comprendere come siano poveri i mezzi a disposizione. Si è dichiarato che si vogliono raggiungere i giovani, ma si investe in spot televisivi alle 19,50 su Rai  Mediaset. Quanti ragazzi sono di fronte alla tv a quell’ora? Pensare di investire magari meno soldi ma piuttosto sui social?

Infine, ciliegina sulla torta è stato proposto ai viticoltori di guadagnare 6.080 euro all’ettaro (detto tra di noi una miseria), ma di questo magro bottino ben 420 € sarebbero da destinare a una trattenuta per la svalutazione dei magazzini per gli invenduti. Bella questa! I contadini pagano le magagne degli industriali che non sono stati in grado di vendere il prodotto. Tra l’altro questa trattenuta favorirebbe solo 2 o 3 grandi cooperative.

Quando verrà chiuso questo accordo? Come l’anno scorso dopo l’inizio della vendemmia? Si vocifera che la Coldiretti non voglia firmare e quindi possa saltare il tavolo… E si vada al mercato libero. Se i termini sono questi ci pare che sia la soluzione più ragionevole.

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