Bevande, distillate e liquori Piemontesi


Bevande, distillate e liquori Piemontesi

Il Piemonte è una regione che col vino sa pure inventare.

I vini piemontesi aromatizzati sono famosi e diffusi in tutto il mondo, addirittura protagonisti a livello di status symbol di importanti film hollywoodiani.

Inoltre il Piemonte contende al Triveneto il primato della grappa.

Quest’ultima si è poi diffusa un po’ ovunque e ha trovato anche in Lombardia, ma soprattutto in Valle d’Aosta, produttori di gran pregio.

Arquebuse
Noto pure come Alpestre, è un liquore forte d’origine settecentesca probabilmente francese molto diffuso nella montagna torinese.

A base di erbe aromatiche e amaricanti, almeno 33 secondo la tradizione, prende il nome dal Tanaceto, in piemontese Arquibus.

I migliori sono invecchiati in rovere.

Barolo Chinato
Nato nel secolo scorso, questo vino aromatizzato, che aveva avuto un periodo di eclissi produttiva e di mercato, sta ritrovando ampi spazi nelle scelte degli appassionati per la sua vocazione ad abbinarsi con il cioccolato.

È preparato con Barolo DOCG aromatizzato con china calissaja, radici di rabarbaro e genziana,cardamomo e altre spezie.

Ogni azienda (ma sono pochissime a farlo ancora e soprattutto a farlo come si deve) ha la sua ricetta segreta.

Bicerin
«Tra le cose belle e buone amichevoli di Torino» scrive nel 1852 Alexandre Dumas «non dimenticherò mai il bicerin, un’eccellente bevanda preparata con caffé, latte e cioccolato, che viene servita in tutti i caffé a un prezzo relativamente molto basso». L’esperienza dello scrittore francese è replicabile al Caffé Al Bicerin aperto dal 1763 in piazza della Consolata, cui alcuni cronisti attribuiscono la ricetta originale della specialità.

Ingredienti e tecnica sono intuibili in linea di massima, ma i dettagli nella lavorazione delle materie prime e nella preparazione delle tre componenti restano un segreto gelosamente custodito dalle poche caffetterie che ancora oggi servono la bevanda prediletta dalla nobiltà sabauda nel caratteristico “bicchierino” a calice.

Grappa con alambicco piemontese
Le vinacce di tutte le uve usate per i vini piemontesi finiscono in distillerie che usano questo metodo esclusivo della regione, che aiuta a mantenere gli aromi specifici, per ottenere grappe molto equilibrate e rotonde, più o meno secche (di Barolo, di Dolcetto ecc.) o morbide (di Moscato), normalmente bianche ma ambrate se invecchiate in legno.

Grappe aromatizzate
Nelle aree montane di tutto il Nord-Ovest, in particolare nelle valli piemontesi, in Valle d’Aosta e in Valtellina, è tradizione antica che via via ampliata e adattata ai gusti dei turisti proporre infusi alcolici ottenuti dalla macerazione nella grappa bianca di erbe e frutti di bosco, in particolare mirtilli neri spontanei e lamponi, cumino, genziane varie, giuggiole…

Ratafià di Adorno Micca
Infuso di succo di ciliegie nere con alcool, zucchero e aromi che si produce nelle famiglie della zona di Andorno da almeno tre secoli.

Ora è rimasta un’unica azienda.

Rosolio
E’ un tradizionale liquore casalingo costituito da un infuso alcolico leggero e molto dolce a base di fiori e aromi vari, soprattutto la rosa.

Vermut
Fu Antonio Benedetto Carpano a produrre per primo, nel 1786, questo vino aromatizzato reso poi famoso in tutto il mondo da storiche case come la Martini, la Cinzano e la stessa Carpano.

Ma già esisteva dai tempi dei romani noto come vino all’assenzio.

Infatti il termine vermut è una italianizzazione del tedesco wermuth, ovvero l’assenzio (Artemisia absinthium), l’erba che contribuisce, insieme a molte altre, diverse da un produttore all’altro, all’aroma e alla punta di amaro. In origine il vino base era il Moscato, poi sono nate diverse versioni.

Tra gli altri ingredienti lo zucchero di canna e l’alcol.

Oggi il Vermut può essere rosso, essenzialmente da aperitivo, bianco, dry (per famosi cocktail), con diverse sfumature aziendali.

Purtroppo non è più una tipicità originale piemontese e le case storiche sono finite in mano a multinazionali o grandi aziende d’altre regioni, che comunque continuano a fornirsi di assenzio e altre erbe a Pancalieri (TO).

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