Trifulada • Val d’Ala e Val Grande di Lanzo


Trifulada • Val d’Ala e Val Grande di Lanzo

Per 4 persone:

800 grammi di patate Bintije, 200-300 grammi di Toma piemontese fresca, piuttosto grassa, 2 porri, 80 grammmi di burro, 30 grammi di lardo, sale e pepe.

Tempo di preparazione e cottura: quaranta minuti

Battete il lardo a coltello e fatelo sciogliere in un tegame con il burro.

Aggiungete i porri tagliati a rondelle molto sottili e fateli stufare adagio con tegame coperto senza farli colorire.

A parte, lessate le patate con la buccia quindi sbucciatele ancora calde e passatele allo schiacciapatate.

Unitele ai porri stufati, aggiungete la Toma tagliata a piccoli cubetti o a lamelle sottili e mescolate regolando di sale e pepe.

Togliete dalla fiamma e lasciate riposare alcuni minuti in modo che il formaggio fonda.

Storia. La produzione della toma nella Valli di Lanzo ha origini molto antiche, essendo stata storicamente una delle principali fonti di commercio dell’area.

Numerosi documenti, tra cui gli statuti comunali di Lanzo e gli archiatri di Casa Savoia (Quindicesimo secolo), attestano come le tome di Lanzo fossero vendute anche su mercati relativamente lontani quale quello di Torino. La storia della coltivazione della patata invece data circa due secoli e mezzo.

Nella sua minuziosa descrizione delle produzioni agricole delle Valli di Lanzo (1749), il parroco di Fiano Giovanni Tommaso Perriolatto non citava la patata.

Il tubero di origine americana compare per la prima volta nel volume del dottor Antonio Campini, Trattato sulla coltivazione della patata (1774), con riferimento alla sua diffusione nell’area.

Non c’è dubbio, tuttavia, che dal momento della sua introduzione tra anni Sessanta e Settanta del Settecento la patata costituì una fonte vitale di approvvigionamento calorico per le popolazioni locali, entrando in preparazioni tipiche come gli gnocchi con la toma, la polenta di patate, la frittata di patate e, appunto la trifulada.

La trifulada prende il nome da trifola poiché nelle tre Valli di Lanzo le patate sono denominate “trifole”.

Questa ricetta era molto diffusa negli ultimi comuni della Valle Grande.

A Coassolo, invece i porri sono sostituiti dalle verze stufate e il piatto prende il nome di patate al “barban”.

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