Cresenzin • Val Vigezzo


Cresenzin • Val Vigezzo
Per 6-8 persone:
375 grammi di farina di segale integrale,
125 grammi di farina di frumento, 10 grammi
di lievito naturale secco, lievito di birra
(facoltativo), 100 grammi di zucchero semolato,
200 grammi di uvetta, 100 grammi di gherigli
di noce, fichi secchi, mandorle, nocciole
(facoltativi)
Tempo di preparazione e cottura:
un’ora e mezza, più le lievitazioni
Versate il lievito in un bicchiere d’acqua tiepida
leggermente zuccherata e lasciatelo sciogliere
per una ventina di minuti. Mescolate le due
farine e lavoratele con il lievito preparato,
eventualmente una quantità minima di lievito
di birra e l’acqua necessaria per ottenere
l’impasto. Fate lievitare il panetto di pasta per
tutta la notte.
Al mattino aggiungete lo zucchero, l’uvetta
ammollata in acqua tiepida e strizzata, i gherigli
di noce spezzettati e, se sono di vostro gusto,
fichi secchi tagliati a piccoli pezzi, mandorle e
nocciole tritate.
Lavorate il composto a lungo e conferitegli
una forma arrotondata di circa 20 centimetri di
diametro con uno spessore di due o tre.
Lasciate riposare ancora un paio d’ore e poi
cuocete in forno alla temperatura di 160-180 °C
per 20-30 minuti.
A fine cottura la crosta si presenterà dura,
irregolare, di colore marrone con sfumature
dorate, mentre la pasta dovrà essere morbida
e ben cotta. Tipico pane dolce vigezzino,
preparato in occasione delle feste natalizie
e spesso modellato a forma di bambino, per
simboleggiare la nascita di Gesù, può essere
considerato un antenato del panettone.
Storia. Questa ricetta presenta un vasto apparato
bibliografico che testimonia le variazioni che ha
conosciuto nel tempo nei diversi paesi dell’area.
Il credenzin, secondo Di Corato, è una specialità
tipica di Trontano, ancora oggi preparata in
occasione sia della festa patronale che di altri
eventi festivi recenti, quali la Festa degli alpini o
la Sagra del fungo. Si tratta di una variante del
pane rituale dolce, unto di burro cotto e rivestito
di noci, mele ed uva passa mericanin, ovvero uva
fragola locale.
A Trontano, in occasione delle feste natalizie
veniva foggiato a forma di Gesù bambino. Su
tutto il territorio ossolano, sono diffuse diverse
varianti di questo dolce.
Ad esempio, in valle Antrona ed Antigorio si trova
la crescenza: l’ultimo pane cotto nel giorno di
panificazione veniva dolcificato con frutti secchi,
pere cotte ed anche pezzetti di rafano. Una volta
cotta, la forma di spolverava di zucchero, in
modestissima quantità.
In valle Vigezzo è invece attestata la presenza
del pane crescenz: come testimonia Di Corato
gli avanzi della pasta della panificazione ricavati
dalla pulitura della madia si modellavano a
forma di torte o pupazzetti, pupin, e venivano
dati ai bambini. Ultima variante quella del
crescianzin, tipica della valle Antrona.

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