Bottatrice al timo • Fascia Costiera Sud del Lago Maggiore


Per 4 persone:
2 bottatrici di circa 500 grammi l’una, 2 acciughe
sotto sale, 500 grammi di pomodori maturi,
2 spicchi di aglio, qualche rametto di timo,
1 limone, farina di frumento tipo 00, 500 grammi
di burro, sale, pepe
Tempo di preparazione e cottura: 45 minuti
Pulite e lavate i pesci, decapitateli e spellateli
come se fossero anguille, conservando i fegati.
Pelate i pomodori, privandoli dei semi, e
tagliateli a pezzi. Dissalate e diliscate le
acciughe. In una pirofila fate fondere il burro,
aspettate che inizi a spumeggiare e aggiungete
i pomodori, l’aglio, il timo tritato grosso e i filetti
di acciuga. Tagliate a pezzi, salate, pepate e
infarinate i pesci. Aggiungeteli nella pirofila,
cospargete con succo di limone e cuocete in
forno per 10-15 minuti a 220 °C.
La bottatrice (Lota lota o Lota vulgaris) è l’unica
rappresentante di acqua dolce della famiglia dei
Gàdidi, cui appartengono i merluzzi. Ha corpo
anguilliforme a sezione cilindrica, con pelle
ricoperta da un sottile strato di muco. Pesce
solitario, è comune soltanto nel nord Italia, dove
abita nei laghi e nei fiumi a corrente debole.
Si cucina come l’anguilla, cioè soprattutto alla
griglia o in umido, offre bocconi prelibati.
Storia. Un tempo le zone del lago Maggiore e
del lago d’Orta erano pescosissime, soprattutto
anteriormente agli anni Venti del Novecento,
fin quando è attestata una florida economia
di settore. Come testimonia Riccardo Milan, i
classici agoni di lago, che oggi sono inesistenti,
erano una caratteristica della gastronomia
locale, così come i cavedani.
Ad esempio Lazaro Agostino Cotta, nella sua
Corografia del lago d’Orta del 1680, descrive lo
specchio d’acqua come una zona che “abonda
di qualunque specie di pesci, ma di gran lunga
più saporiti”. Risalendo a tempi più recenti, nel
volume Il lago d’Orta di Carlo Clausen del 1897
si ricordano i vari pesci che vivevano nella zona,
ovvero trota (truta), alborella (varon), cavedano
(cavezzal), luccio (lusc), agone (agun), anguilla
(anguila), tinca (tenca), scardola (piotta), pesce
persico (pess-pérsigh), bottatrice (bottris), barbo
comune (barbu), lampreda (imprèi), vairone
(turlon) e scazzone (scazzòn).

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