È in arrivo il neo proibizionismo Europeo?


In questi giorni si potrebbero decidere i destini del vino europeo. Il luogo è singolare: la Lituania, non proprio la Borgogna, Bordeaux, Barolo o Montalcino… Il motivo è semplice, il summit di cui stiamo parlando non è quello dei ministri dell’Agricoltura dei paesi UE, ma dei colleghi che presiedono i dicasteri della Salute.
Si trovano in Lituania perché è il paese presidente di turno dell’Unione Europea.

Verrà discussa in quella sede una serie di proposte e di misure contro il vino e contro gli alcolici, cioè un vero e proprio atto di accusa verso gli alcolici e i danni (economici e alla salute) che hanno prodotto negli ultimi decenni.

Queste sono le iniziative che l’Europa vuole intraprendere:

1) Mettere delle restrizioni alla libera circolazione intraeuropea del vino andando contro i trattati di libera circolazione dei beni

2) Proporre di mettere un prezzo minimo fisso agli alcolici (oltre alle accise già esistenti), una cosa non conforme con la PAC e con le regole dell’UE in materia vino. Ma cosa significherebbe mettere un prezzo minimo al vino? Che anche il pattume che arriva sul mercato avrebbe un prezzo fisso. Addio quindi agli sforzi di produrre uva in un certo modo e vini più buoni, addio ad anni di esperienza per ottenere grandi vini… Tutto andrebbe a farsi benedire se tanto ti piazzano un prezzo minimo, senza considerare un piccolo insignificante dettaglio, la qualità, il produttore se ne potrà così infischiare del suo prodotto.

3) il suggerimento di abbattere il grado alcolico con il vino non funziona… Può andare bene per la birra da supermercato e per i superalcolici (dove peraltro esistono già le accise), ma con il vino è improponibile. Dipende dal clima, dalla maturità delle uve, dalla loro sanità delle stesse, ecc… Un prodotto artigianale non può essere stravolto nella sua essenza, pregi e difetti annessi e reso industriale. La dealcolizzazione è una pratica che può essere fatta solo per un grado al massimo e in più, se si fa qualità e non porcheria, non è consigliata. Il vino dealcolizzato è consigliato per chi ha problemi di salute (cuore, dieta,…), punti sulla patente, di religione, ma tolto l’alcol cosa rimane???

Tutte le statistiche in Italia e nel Sud dell’Europa ci dicono che il consumo di vino è in costante diminuzione, quindi il nemico è un altro… piuttosto i giovani sono vittima di super alcolici e bevande industriali… Perché queste misure non le colpiscono duramente? Possibile rimanere inermi di fronte a questo stravolgimento della nostra cultura enologica? Perché non si investono risorse nell’educazione culturale dei giovani, magari con l’inserimento nelle scuole di lezioni ad hoc?

Tutti gli operatori del settore, produttori, commercianti, ristoratori dovrebbero riunirsi e produrre un documento al nostro governo per una difesa dei diritti del vino, dei consumatori e di tutte le persone che vivono di questo.

Dovremmo unirci, noi del settore, per intraprendere un’azione comune nei confronti del governo e dell’ europa per tutelare un prodotto che fa vivere famiglie, che ha fatto crescere l’importanza dell’Italia nel mondo con prodotti che il mondo intero ci invidia.

Nell’anno dell’EXPO dovremmo imparare a sostenere a livello comunitario il nostro prodotto e non farci imporre norme comunitarie assurde e insensate.

Se avete proposte o iniziative da sviluppare, sono a disposizione di chiunque voglia sostenere questa iniziativa.

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Un commento

  1. Reputo l Europa un manipolo di imbecilli che esprimono amenità senza senso come si può abbassare il vino 🍷 nella sua potenza di grado alcolico e di qualità perché credo mancando di cultura questi elementi dicano cose astrarre e senza alcuna verità…in merito il vino è un patrimonio nostro ma anche europeo sopra ogni cosa e queste proposte sono assurde e spiegabili solo se pensiamo a in boicottamento verso i paesi produttori..naturalmente non concordo nemmeno sugli alcolici già stratassati e colpiti in molte maniere insomma l Europa fa sempre più danni che altro ..

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