Rossese bianco della Bioca


SCHEDA TECNICA Cyrogrillo

Cyrogrillo

denominazione: Langhe DOC Rossese Bianc
uva: Rossese Bianco 85%, Incrocio Manzoni Bianco 15%
VIGNETO
ubicazione: Vigna Chiese
comune: Monforte d’Alba
anno d’impianto: 2013
superficie: 0,49 ha
resa: 31,5 hl/ha
FML: In acciaio (per il Rossese). Non svolta per l’Incrocio M.
AFFINAMENTO: Su feccia fine per 5 mesi in acciaio
produzione: 1800 bottiglie
ANALISI
alc.% vol. 13,67%
pH: 3,42
acidità totale: 4,91 g/l
acidità volatile: 0,41 g/l
zuccheri residui: 2,6 g/l
SO2totale: 95 mg/l
estratto secco: 18,8 g/l
Vinificazione separata per le 2 varietà. Diraspatura e pressatura soffice senza macerazione. Fermentazione in vasche d’acciaio senza controllo della temperatura, ma ubicata in una sala termocondizionata. Fermentazione malolattica spontanea (per il Rossese).
Il vigneto: ubicato nella nostra tenuta a Monforte d’Alba (Vigna Chiese), piantato da noi nel 2013 al posto di una vigna vecchia sperimentale. Esposto ad Ovest, su terreno argilloso, ma con una buona percentuale di sabbia e tufo grigio. La 2016 è stata la sua prima annata di produzione.Le varietà: ampiamente diffusa nel passato in Liguria e in Piemonte (Alba e Mondovì). Attualmente la sua coltivazione è limitata ai comuni di Sinio, Roddino e Monforte d’Alba. Se ne trova qualche vecchio ceppo nelle Cinque Terre. Il suo nome è dovuto all’intensa sfumatura ambrata o addirittura rosata quando l’uva ben matura è esposta al sole.

Il vino: un vino-sorpresa (anche per noi) vista la malolattica spontanea che non dovrebbe svolgersi, ma è occorsa perché il vino era in una sala riscaldata, tribulando a finire la fermentazione alcolica. I lieviti, comunque, non sono riusciti a mangiarsi tutti gli zuccheri e 2,6 g/l ne sono rimasti tuttavia naturali. La freschezza e la florealità sono dovuti al Incrocio Manzoni.

Il nome: esiste un documento, emesso nel 1400 dai conti Alfieri di cui Magliano, oggi comune del Roero, fu feudo per parecchi secoli. In questo documento i conti vietavano severamente ai vassalli l’uso alimentare dei ricci, denominati nel documento “cyrogrilli”.

L’etichetta: dipinge un riccio, leggermente disturbato dall’interesse gastronomico verso la sua umile persona, che cerca di nascondersi sotto i fiori per sottrarsi alle grinfie dei maglianesi.

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