Presentazione video La Bioca su wineTV


 

 

 

La Storia di LA BIOCA

Le Langhe sanno deliziare l’appassionato con una scoperta dopo l’altra.
Realtà che si nascondono in attesa di esplodere, per saltare all’occhio ai veri amanti di queste verdi colline.
Saprete appassionarvi anche questa volta a questa piccola cantina di Serralunga d’Alba, La Bioca. 8 ettari di terreno tra il Roero e le Langhe, dove si coltivano i vitigni più prestigiosi del Piemonte: Arneis, Dolcetto, e ovviamente Nebbiolo.
“Bioca” in piemontese sta ad indicare una persona caparbia e testarda.
Mai nome fu più appropriato.
Questa giovane cantina ha saputo stupirci con i suoi vini, che tenacemente perseguono l’obiettivo di esprimere al meglio e in modo fedele il pregio di un territorio meraviglioso.
Al Merano Wine Festival ha ottenuto un riconoscimento internazionale dello spessore dei suoi vini attraverso il Dolcetto, piccolo fiore all’occhiello della cantina.
Una realtà che con una produzione di 50.000 bottiglie, con linee dalla produzione limitatissima sa unire tradizione ed esclusività, con grandi vini.
La sperimentazione non è mai messa da parte: ogni anno la tendenza a migliorare i prodotti fa scegliere strade che vadano a nobilitare le uve di questi vitigni che già da sé sanno raccontarsi, ma che la mano dell’uomo esperto può portare alla vera eccellenza.
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Roero di Cascina Ciapat


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Note di degustazione

Colore: Vino di colore rosso rubino intenso con riflessi granati, brillanti e piacevoli. Un prodotto fluido di buona scorrevolezza, nel bicchiere pronucia archi ben ampi.
Profumo: Ha profumi freschi e fruttati, emergono note di frutta fresca e fiori di campo con piacevoli sensazioni di vanigliato sul finire. Nonostante l’invecchiamento ed il passaggio in legno mantiene all’olfatto i profumi caratteristici del vitigno
Sapore: Di sapore netto, franco e al contempo elegante ha un intensità gradevolmente persistente e vellutata in bocca. Tannino importante e molto varietale del Nebbiolo. Un vino austero di gran corpo e grande struttura. Mantiene seppur dopo l’invecchiamneto un’inaspettata freschezza
Abbinamenti gastronomici: Si presenta caldo di buona struttura, tannino importante e molto tipico che ben si abbina con formaggi ben stagionati, sviluppando al meglio le proprie qualità con piatti importanti a base di carne (selvaggina e arrosti) e primi altrettanto importanti (quali agnolotti, tagliatelle al ragù,ecc.).
Temperatura di servizio: 20°C
Gradazione alcolica: 14%vol
Bicchiere: balon
Da bersi: meglio se scaraffato

Informazioni principali

Cépage (vitigno): Nebbiolo
Denominazione:  Roero DOCG

Storia del vitigno

Area già abitata in epoca romana, per le fiorenti viticulture qui impiantate, il Roero è però terra spartita tra le diverse fazioni operanti in Piemonte nel Medioevo.

Gli Aleramici, che in queste terre si scontravano con le truppe di Asti ed Alessandria, possedevano alcuni castelli sparsi sulle rocche. Anche il ramo aleramico dei Marchesi di Saluzzo aveva degli avamposti nella zona.

La storia del Roero si collega con la storia delle Casane astigiane che dominarono su queste rocche e imposero il loro nome a questo territorio. All’interno di queste casane, particolare influenza ebbe la famiglia che ha dato il nome alla zona, la famiglia dei Roero.

Vinificazione

Vendemmia: manuale a inizio-meta’ ottobre con accurata cernita delle uve, sia in vigna, sia in cantina.
Vinificazione: In rosso classica a cappello emerso con rimontaggi frequenti (3/4 al giorno) e n°3 follature al giorno a partire da metà fermentazione, per migliorare l’estrazione di colore e profumo mantenendo controllata la temperatura sui 28/29°C, con un picco di massimo 30° C nei primi giorni fermentativi per esaudire al meglio l’estrazione. Vengono inoltre effettuati due delestage, circa a inizio e a metà fermentazione. La fermentazione si protrae per circa 20 giorni. Sucessivamente a questa, si esegue una steccatura di circa 30 giorni.
Invecchiamento, affinamento e conservazione: viene effettuato in botti di legno piccole da 10Hl di rovere di slavonia per 15 mesi, a cui segue un ulteriore affinamento in bottiglia coricata, rigorosamente sigillata con tappi in sughero, per altri 12 mesi. Equilibrato, armonico strutturalmente offre una buona persistenza aromatica caratteristica del vitigno e del territorio, dimostrandosi un vino maturo, di corpo e pronto.Temperatura: 28 °C spontanei non termocondizionato
Durata: 20 giorni
Malolattica: svolta in acciaio

In particolare l’affinamento…

Età della botte: terzo passaggio
Tipo di legno: botti piccole (10 hL) in rovere di Slavonia
Livello di tostatura: medioDurata: 15 mesi

Bottiglia

Bottiglie prodotte: 3000
Bottiglie potenziali: 15000
Peso bottiglia vuota:
 450 gr
Tipo di bottiglia: bordolese
Potenziale di invecchiamento: 10 anni
Dimensione del turacciolo: 24 x 44
Materiale del turacciolo: sughero

Vigneto

Area di produzione: Bricco Beccheri, Bricco Cagnòla, Bricco Sarzorì
Comune: 
Vezza d’Alba, Montaldo Roero
% di uve / cépage (vitigno): 
Nebbiolo 100%
Terreno: Calcareo – Sabbioso con evidenti vene sabbiose
Esposizione: Sud
Età media vigneto: 
45 anni
Forma di allevamento: 
a guyot  in controspallieraAnno impianto: 1975Tipo di vendemmia: manuale in cassette
Resa per ettaro: 70 q/ha

Analisi chimica

Alcol svolto: 13% vol
Zucchero residuo:
Estratto:
 32
Acidità totale: 7,20
Acidità volatile: 0,6

I Magnifici Sei


La Cooperativa agricola “I Lauri” porta in tavola l’arte della salumeria piemontese e occitana. Prodotti unici, di gusto delicato e pulito. Perchè nascono da carni pregiate, profumano di erbe provenzali e vengono stagionati tra i monti dela Valle Stura. Per il vostro tagliere di qualità vi consigliamo un incontro con i nostri Magnifici Sei

Fiocco Crudo al Barolo


Si tratta di una delle più originali e gustose interpretazioni di prosciutto crudo. Il fiocco (taglio nobile della coscia) sposandosi con il vino Barolo e la fragranza delle erbe di motagna danno vita a una sinfonia di profumi e sapori. Stupendo come stuzzichino per gli aperitivi, nutriente e allegro in ogni occasione. Si sposa con la migliore formaggeria alpina.

Pezzatura 8-9 kg.

Carne Salada


Dopo un’accurata selezione delle carni Piemontesi di pregio, nasce la carne salada dei “I Lauri”. I tagli nobili della coscia vengono salati a secco e fatti girare costantemente in un composto di sale marino, erbe e bacche di montagna. Ecco un prodotto innovativo utile per preparare antipasti e piatti freddi abbinando verdure fresche e formaggi delle valli Cuneesi.

Pezzatura 3-4kg.

Prosciutto Crudo Piemontese


Questo particolare tipo di prosciutto nasce utilizzando solo cosce di maiali Piemontesi. Dopo la macellazione dei suini ed una attenta valutazione, le migliori cosce vengono portate a Felino, patria di stagionatori, dove vengono ulteriormente selezionate. Segue una lavorazione artigianale fatta solo con il sale e senza l’uso di conservanti e una stagionatura di almeno 16 mesi. Tutti questi passaggi sono gli elementi essenziali per il raggiungimento dell’ altissima qualità firmata “I Lauri”.

Pezzatura 8-9 kg.

Lonzardo Crudo Provenzale


E’ la più originale interpretazione di prosciutto di montagna oggi sul mercato. La lonza di maiale ricavata da suini Piemontesi, accresciuti con alimentazione tradizionale, è sposata a una vena di lardo arricchito da erbe alpine e provenzali. La resa del prodotto, con l’intensità del profumo e del sapore, è assicurata dalla maturazione in locale aerato a 700 metri di quota che rimanda alle grotte naturali di Provenza dove in passato avveniva la stagionatura delle carni. Va servito affettato con scaglie di formaggio stagionato, tocchi di frutta di stagione, ciuffi di erbette.

Pezzatura 2-3 kg.

Prosciutto di Cinghiale


Ecco un prosciutto di carne pregiata e dal sapore indimenticabile, lavorato con la sapienza dei cacciatori di valle. Per rendere il suo gusto ancora più importante si consiglia di affettarlo finissimo, arricchirlo con pomodorini e un filo di olio extravergine di oliva.

Pezzatura media: 2,5-3,5 kg

Speck di Cinghiale


Ecco un tocco di alta classe, nella salumeria di selvaggina. La carne di cinghiale rappresenta infatti di per sé una straordinaria felicità di gusto e sapore, lo speck è l’esaltazione di queste sensazioni per le particolari modalità di lavorazione e stagionatura. La parte prescelta è quella di massima qualità, la coscia, opportunamente cesellata dal mastro macellatore al fine di ottenere la forma voluta. La salagione è a secco, seguita da lunghi e ripetuti massaggi con erbe alpine e provenzali acquisite lentamente dalla carne. A questo punto si avvia la fase dell’affumicazione nei forni alimentati da legno dolce e bacche. E’ il caso di dirlo: ci vogliono pazienza e alta professionalità perché il fumo è dispensato per una settimana, a giorni alterni. Poi il lungo riposo nella sala della massima stagionatura, con puntuali interventi dell’esperto per controllare la perfetta maturazione. Affettato sottilmente e servito nel grande piatto di entrata, lo speck di cinghiale gradisce l’accompagno di tocchi di burro fresco, mieli forti, confetture di verdure

Pezzatura 0,8-1 Kg

Nobile di porcello e non solo


Dai tempi d’antan è considerato il salume della festa. Il Nobile nasce da una pasta di suino triturata e condita. Sull’impasto, steso su un fazzoletto di budello suino, viene posto un purissimo filetto di maiale conciato con sale marino, spezie, erbe aromatiche, spruzzi di vino pregiato per almeno una settimana. La giusta stagionatura nel particolare microclima di Rialpo regale al Nobile tutte le delicate note di una sinfonia di sapori.
(vedi n. 1 nell’immagine)

Pancetta Brasata al Barolo


L’immersione nel vino Barolo avviene non appena esaurita la fase della salatura a secco con sale marino e spezie. La pancetta non ancora arrotolata giace nel nettare delle Langhe acquisendo una sinfonia di profumi. L’occhio esperto del mastro salumaio capisce quando è l’ora di avvolgere la cotenna e avviarla alla carezza del fumo. La pancetta al Barolo affettata con riguardo si scioglie in bocca incantando il palato. E’ un grande antipasto per ogni stagione, una base formidabile per tartine e sandwich, una merenda squisita e sorprendentemente leggera. Fatta soffriggere arricchisce ogni sugo..

Pezzatura 2-2,5 kg.

Trota Affumicata Salmonata


La trota alpina salmonata è allevata in acque sorgive fresche e molto ossigenate, dove raggiunge il peso di 1,5 kg. In tre anni. Dopo il passaggio in salamoia con erbe di montagna, la trota è avviata all’ affumicatura, data da segatura di legni alpini dolci. Si serve con un filo di olio extra vergine di oliva, pomodorini e verdure fresche o lessate.

Pezzatura 250-400 gr. singola; 600-800 gr.doppio filetto