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La bruna premiata per il suo castelmagno


Che il nostro Castelmagno DOP fosse di alto livello lo sapevamo. Ricevere una medaglia d’oro, dopo il giudizio dei tanti Maestri Assaggiatori provenienti da tutta Italia, è una gran bella soddisfazione

Le 7 cose che non sapevi ci fossero nel vino (e cosa ti possono fare)


Solfiti, tannini e resveratrolo:

se sei una persona che legge da cima a fondo le etichette delle bottiglie di vino, sicuramente ti sei imbattuto più di una volta in questi termini?

Ma cosa sono queste sostanze che si trovano nel vino – che avevi sempre creduto essere fatto di sola uva?

Sono pericolose per la salute?

Scoprile tutte: 

1. SOLFITI – «I solfiti sono degli additivi comunemente aggiunti al vino per proteggerlo dall’ossidazione o dalla proliferazione di batteri indesiderati – spiega Habertson – In altre parole fanno in modo che il vino non diventi aceto ma in alcuni casi possono provocare, in chi consuma quel vino, crisi di starnuti, riniti allergiche o mal di testa. Solo una piccola parte della popolazione è allergica ai solfiti: chi ne è al corrente deve cercare un vino che rechi sull’etichetta la dicitura ‘Non contiene solfiti’».

2. ISTAMINA – Si tratta di una sostanza che si trova piuttosto comunemente in molti cibi e causa una risposta infiammatoria: l’istamina si utilizza per modificare l’acidità dei vini particolarmente fermentati e può causare crisi di prurito fastidiose ma passeggere. «Sfortunatamente – dice Habertson – non sempre la presenza dell’istamina viene dichiarata sull’etichetta. Tuttavia per il momento non ci sono studi che provano che questa sia davvero pericolosa per la salute».

3. TANNINI – Un vino “tannico” è un vino che una volta bevuto, lascia quella sensazione di “lingua asciutta”. È l’effetto dei tannini, polifenoli che si originano durante il processo di vinificazione. Si tratta di una sostanza naturale che agisce sulle ghiandole salivari e sul processo digestivo, ed è tipica dei vini rossi e robusti come il Bordeaux, il Barolo o il Barbaresco.

4. RESVERATROLO – A dispetto del nome sinistro, il resveratrolo è una sostanza che si trova nella buccia degli acini d’uva e che viene comunemente impiegata nell’industria cosmetica come “siero anti-età”. Non è chiaro se l’assunzione del resveratrolo attraverso un bicchiere di vino possa avere un qualche beneficio sulla salute

5. METALLI PESANTI – Ovviamente la presenza di metalli pesanti non sarà mai dichiarata su nessuna etichetta di nessuna bottiglia di vino: purtroppo in alcuni casi si è riscontrata la presenza di rame e manganese, che possono avere effetti negativi sulla salute se assunti in dosi eccessive.

6. VINO BIO – I produttori di vino bio affermano di non utilizzare pesticidi e di non aggiungere solfiti come conservanti. Allo stesso modo i produttori di vino biodinamico seguono un ciclo produttivo che tiene conto di tutto l’ecosistema delle proprie vigne. Ma, come sottolinea Habertson – «non ci sono ancora abbastanza informazioni perché si possa dire con certezza se queste pratiche hanno un qualche tipo di beneficio sul’organismo».

7. BASSA GRADAZIONE ALCOLICA – Si tratta di una dicitura che è comparsa sulle etichette soltanto recentemente ed è indice non soltanto di una ridotta gradazione alcolica, ma anche di un basso apporto calorico. Spiega Habertson: «Le calorie contenute nell’alcool non vengono trasformate in energia, da qui si deduce che meno alcool contiene quel vino, meno calorico sarà».

Il magico mondo dei vini


Il magico mondo dei vini

Il Fatto Quotidiano, 28 dicembre 2012

Come distillare


Come distillare

Elenchiamo di seguito alcune norme ed istruzioni che torneranno utili a quanti intendano estrarre essenze impiegando piccoli distillatori.

Usate possibilmente vegetali freschi raccolti in giornata, sarete così sicuri della genuinità delle essenze.

Limitatevi a distillare piccole quantità di vegetali, l’operazione riuscirà meglio.

 

Cosa distillare

 

ANICE

Originario dell’Egitto, l’anice si è ben adattata ai nostri climi sia nelle zone marittime che montane.
È un ombrellifera con fiori bianchi disposti in ombrelle composte e rade.
La maturazione degli scapi fiorali è estemporanea. Conseguentemente la raccolta verrà fatta mano a mano che essi maturano.
Asportate le ombrelle con le forbici, si stendono al sole per farle essiccare, quindi si sgranano.
Se non si distilla lo stesso giorno di raccolta, si consiglia di stemperare in acqua il seme seccato per un paio di giorni prima di procedere alla distillazione.

 CAMOMILLA

E’ una composita annua diffusa dal mare al piano submontano.
È comune nei luoghi erbosi e lungo le strade.
Ha bei fiori gialli con petali bianchi.
La pianta fiorisce lungo tutto l’arco dell’estate.
Si raccolgono le infiorescenze più piccole e non del tutto sbocciate, l’operazione si effettua a mano con l’aiuto di appositi pettini.
Per la distillazione si procede lo stesso giorno della raccolta.

 CANNELLA

La cannella cinese appartiene alla famiglia delle lauracee.
È un albero di cui si usa la corteccia come aromatico nella confezione di liquori.
La corteccia di cannella si compone di tre strati dei quali solo il terzo, ossia quello più interno, viene usato per la distillazione dell’essenza.
La distillazione in corrente di vapore acqueo della corteccia sminuzzata, avviene previa macerazione della stessa al sole o in acqua marina.

 GENZIANA

Diffusa nei boschi e nei pascoli montani e submontani, ha numerosi fiori di colore giallo.
Dalla pianta si utilizzano per la distillazione, le radici le quali vanno raccolte il secondo anno.

 GINEPRO

Conifera arbustiva, indigena della nostra penisola.
Cresce nei boschi e sui pendii delle zone collinari e montane.
Fiorisce in aprile – maggio con fiori verde – giallognoli poco evidenti.
Con la distillazione in corrente di vapore dei frutti di ginepro (coccole) previa frantumazione e macerazione in acqua, si ottiene un’essenza penetrante impiegata per la confezione di numerosi liquori, tra i quali citiamo il gin.

 LAVANDA

La lavanda comune è molto rustica e resistente.
Cresce sulle colline e sui monti aridi e sassosi dove fiorisce da giugno a settembre con piccoli fiori violetti molto profumati.
A seconda dei paesi di provenienza si distinguono vari tipi di lavanda: francese, inglese, italiana; tutte con profumi leggermente diversi tra loro.
L’essenza si ricava per distillazione in corrente di vapore dei fiori e degli steli.
La distillazione delle sole parti fiorite produce un’essenza di maggior pregio.

 MENTA

Pianta perenne cresce bene in tutti i climi ed in qualsiasi terreno.
La raccolta si effettua falciando la pianta in estate allorché essa è in piena fioritura.
Dalla distillazione in corrente di vapore si estrae lo 0,1 – 0,3 % di un’essenza che contiene una quantità di mentolo non inferiore al 50% dell’estratto.

 SALVIA

Cresce sui pendii e fra le rocce calcaree, i fiori sono grandi e violacei, riuniti in verticelli, disposti in grappoli.
La raccolta si effettua falciando la pianta quando è in piena fioritura e la distillazione va effettuata lo stesso giorno di raccolto in corrente di vapore.
L’essenza che se ne ricava entra nella preparazione di diversi liquori per il suo caratteristico gusto moscato.

 AMBROSIA

Nessuno ancora è riuscito a scoprire la composizione del nettare degli dei, la favolosa ambrosia capace di dare l’immortalità a chi la beve.
Tanti sono stati i tentativi di ricostruirla e questo che proponiamo non è certo da scartare.
Frantumare in un mortaio di marmo le spezie e chiudetele con l’alcool in un vaso ermetico lasciando macerare per 10 giorni rimestando due volte al giorno.
Dopo questo riaprite il vaso e aggiungetevi il vino bianco avendo cura di sceglierlo genuino, vecchio e dal sapore secco.
Richiudete e lasciate macerare per altri 10 giorni.
Finalmente aggiungete lo zucchero le due gocce di muschio, rimestate e chiudete di nuovo.
Si lascia riposare per altri cinque giorni, si filtra e s’imbottiglia.
Dosi per 1 litro circa: 3 gr di coriandolo; 1 gr di anice stellato contuso; 3 chiodi di garofano; 2 gocce di tintura di muschio; 4 gr di semi di angelica; 250 gr do alcool a 70°; 400 gr di vino bianco secco; 400 gr di zucchero.

 MARCO POLO

Questo liquore è di facile preparazione e facilita la digestione.
Si lasciano macerare le droghe in un vaso con l’alcool, dopo averle preventivamente frantumate in un mortaio di marmo, per circa 15 giorni.
Si aggiunge lo zucchero disciolto nell’acqua, si lascia riposare un giorno, si filtra e s’imbottiglia.
Dosi per 1 litro: 10 gr di karkadè; 3 gr di anice contuso; 1/3 di baccello di vaniglia contuso; 350 gr di alcool a 95°, 400 gr di zucchero, 350 gr di acqua.

 ZABAIONE

Disponete i rossi d’uovo in una terrina con 200 gr di zucchero (meglio se in polvere) e sbatteteli alla frusta.
Contemporaneamente fate bollire per una quindicina di minuti a fuoco lento il latte assieme alla vaniglia ed al resto dello zucchero.
Quando il latte sarà freddo, levate la vaniglia e unitelo alle uova.
Amalgamate perfettamente il composto e aggiungete la marsala all’alcool, imbottigliate e consumate subito agitando prima dell’uso.
Lo zabaione è un concentrato di energia, ottimo per gli ammalati e i convalescenti, in dosi limitate può essere somministrato anche ai bambini.
Dosi per un litro circa: 450 gr di latte intero; 80 gr di alcool a 95°; 150 gr di marsala; 4 rossi d’uovo; 1 bastoncino di vaniglia; 400 gr di zucchero.

 ELISIR DI CAFFE’

In un vaso ermetico mettere a macerare per 3 – 4 giorni la vaniglia con l’alcool.
Preparate un infuso con il caffè aggiungendo acqua fino a raggiungere i 500 gr e scioglietevi dentro lo zucchero a più riprese amalgamando molto bene.
Contemporaneamente filtrate il macerato ed aggiungetevi il resto dei componenti.
Lasciate riposare un giorno, filtrate e imbottigliate.
Dosi per un litro: 100 gr di caffè moka macinato; 2 stecche di vaniglia; 500 gr di zucchero; 250 gr di alcool a 95°; acqua quanto necessita.

 MILLEFIORI

Frantumate le droghe in un mortaio e ponetele a macerare con l’alcool in un vaso chiuso per dieci giorni, avendo cura di agitare due volte al giorno.
Filtrate finché il liquore sarà perfettamente limpido ed aggiungete l’acqua e lo zucchero mescolando in modo da ottenere un amalgama perfetto. I
mbottigliate con sughero e ceralacca e stappate dopo sei mesi.
Dosi per un litro: 1 gr di fiori di lavanda; 1 gr di fiori di timo; 1 gr di menta piperita; 1 gr di cardamomo; 1 gr di chiodi di garofano; 1 gr di maggiorana; 1 gr di vaniglia; 1 gr di dittamo; 1 gr di macis; 1 gr di coriandolo; 180 gr di alcool a 95°; 500 gr di zucchero; 500 gr di acqua.

 LIQUORE ALLA CAMOMILLA

Dopo aver frantumato in un mortaio le spezie, ponetele al macero con alcool e 100 gr di acqua.
Rimestate, chiudete e fate riposare per una settimana.
Scaldate dell’acqua a fiamma debole sciogliendovi lo zucchero e colate lo sciroppo ancora caldo sul macerato.
Lasciate raffreddare e rimestate per amalgamare perfettamente gli aromi, quindi filtrate ed avrete la sorpresa di ottenere un liquore limpido e delicato colore ambrato.
Imbottigliate ed aspettate un paio di mesi prima di servire.
Dosi per un litro: 30 gr di camomilla – romana; 1 gr di angelica; 2,5 gr di menta peperita; 1 gr di macis; 1 gr di china; 1 gr di rabarbaro; 300 gr di alcool a 95°; 300 gr di zucchero

Prodotti Dop e Igp


Classificazione dei prodotti Dop e Igp per regione

   
9 Abruzzo
Agnello del Centro Italia* IGP
Aprutino Pescarese DOP
Carota dell’altopiano del Fucino IGP
Colline Teatine DOP
Oliva ascolana del Piceno* DOP
Pretuziano delle colline teramane DOP
Salamini italiani alla cacciatora* DOP
Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale* IGP
Zafferano dell’Aquila DOP
9 Basilicata
Caciocavallo Silano* DOP
Canestrato di Moliterno IGP
Fagioli Bianchi di Rotonda DOP
Fagiolo di Sarconi IGP
Melanzana Rossa di Rotonda DOP
Pane di Matera IGP
Pecorino di Filiano DOP
Peperone di Senise IGP
Vulture DOP
15 Calabria
Alto crotonese DOP
Bergamotto di Reggio Calabria – olio essenziale DOP
Bruzio DOP
Caciocavallo Silano* DOP
Capocollo di Calabria DOP
Cipolla rossa di Tropea Calabria IGP
Clementina di Calabria IGP
Fichi di Cosenza DOP
Lametia DOP
Limone di Rocca Imperiale IGP
Liquirizia di Calabria DOP
Pancetta di Calabria DOP
Patata della Sila IGP
Salsiccia di Calabria DOP
Soppressata di Calabria DOP
22 Campania
Caciocavallo Silano* DOP
Carciofo di Paestum IGP
Castagna di Montella IGP
Cilento DOP
Cipollotto nocerino DOP
Colline Salernitane DOP
Fico bianco del Cilento DOP
Irpinia – Colline dell’Ufita DOP
Limone di Sorrento IGP
Limone Costa d’Amalfi IGP
Marrone di Roccadaspide IGP
Melannurca campana IGP
Mozzarella di Bufala Campana* DOP
Nocciola di Giffoni IGP
Pasta di Gragnano IGP
Penisola Sorrentina DOP
Pomodorino del Piennolo del Vesuvio IGP
Pomodoro S. Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino DOP
Provolone del Monaco DOP
Ricotta di Bufala Campana* DOP
Terre Aurunche DOP
Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale* IGP
38 Emilia Romagna
Aglio di Voghiera DOP
Agnello del Centro Italia* IGP
Amarene brusche di Modena IGP
Aceto balsamico di Modena IGP
Aceto balsamico tradizionale di Modena DOP
Aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia DOP
Asparago verde di Altedo IGP
Brisighella DOP
Ciliegia di Vignola IGP
Colline di Romagna DOP
Coppa di Parma* IGP
Coppa Piacentina DOP
Coppia ferrarese IGP
Cotechino Modena* IGP
Culatello di Zibello DOP
Formaggio di Fossa di Sogliano* IGP
Fungo di Borgotaro* IGP
Grana Padano* DOP
Marrone di Castel del Rio IGP
Melone Mantovano* IGP
Mortadella Bologna* IGP
Pancetta Piacentina DOP
Parmigiano Reggiano* DOP
Patata di Bologna DOP
Pera dell’Emilia Romagna IGP
Pesca e Nettarina di Romagna IGP
Prosciutto di Modena DOP
Prosciutto di Parma DOP
Provolone Valpadana* DOP
Riso del Delta del Po* IGP
Salame Cremona* IGP
Salame Felino IGP
Salame Piacentino DOP
Salamini italiani alla cacciatora* DOP
Scalogno di Romagna IGP
Squacquerone di Romagna DOP
Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale* IGP
Zampone Modena* IGP
5 Friuli Venezia Giulia
Brovada DOP
Montasio* DOP
Prosciutto di San Daniele DOP
Prosciutto di Sauris IGP
Salamini italiani alla cacciatora* DOP
Tergeste DOP
26 Lazio
Abbacchio Romano IGP
Agnello del Centro Italia* IGP
Canino DOP
Carciofo romanesco del Lazio IGP
Castagna di Vallerano DOP
Colline Pontine DOP
Fagiolo Cannellino di Atina DOP
Kiwi Latina IGP
Mortadella Bologna* IGP
Mozzarella di Bufala Campana* DOP
Nocciola Romana DOP
Pane casareccio di Genzano IGP
Patata dell’Alto Viterbese IGP
Pecorino di Picinisco DOP
Pecorino Romano* DOP
PecorinoToscano* DOP
Peperone di Pontecorvo DOP
Porchetta di Ariccia IGP
Prosciutto Amatriciano IGP
Ricotta di Bufala Campana* DOP
Ricotta Romana DOP
Sabina DOP
Salamini italiani alla cacciatora* DOP
Sedano Bianco di Sperlonga IGP
Tuscia DOP
Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale* IGP
3 Liguria
Acciughe sotto sale del Mar Ligure IGP
Basilico genovese DOP
Riviera Ligure DOP
31 Lombardia
Bitto DOP
Bresaola della Valtellina IGP
Coppa di Parma* IGP
Cotechino di Modena* IGP
Formaggella del Luinese DOP
Formai de Mut dell’Alta Val Brembana DOP
Olio Garda* DOP
Gorgonzola* DOP
Grana Padano* DOP
Laghi Lombardi DOP
Mela di Valtellina IGP
Melone Mantovano* IGP
Miele Varesino DOP
Mortadella Bologna* IGP
Nostrano Valtrompia DOP
Parmigiano Reggiano* DOP
Pera Mantovana IGP
Provolone Valpadana* DOP
Quartirolo Lombardo DOP
Salame Brianza DOP
Salame Cremona* IGP
Salame di Varzi DOP
Salame d’oca di Mortara IGP
Salamini italiani alla cacciatora* DOP
Salmerino del Trentino* IGP
Salva Cremasco DOP
Strachitunt DOP
Taleggio* DOP
Trote del Trentino* IGP
Valtellina Casera DOP
Zampone di Modena* IGP
11 Marche
Agnello del Centro Italia* IGP
Cartoceto DOP
Casciotta d’Urbino DOP
Ciauscolo IGP
Formaggio di Fossa di Sogliano* IGP
Lenticchia di Castelluccio di Norcia* IGP
Maccheroncini di Campofilone IGP
Oliva ascolana del Piceno* DOP
Mortadella Bologna* IGP
Prosciutto di Carpegna DOP
Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale* IGP
5 Molise
Caciocavallo Silano* DOP
Molise DOP
Ricotta di Bufala Campana* DOP
Salamini italiani alla cacciatora* DOP
Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale* IGP
20 Piemonte
Bra DOP
Castagna Cuneo IGP
Castelmagno DOP
Crudo di Cuneo DOP
Fagiolo di Cuneo IGP
Gorgonzola* DOP
Grana Padano* DOP
Marrone della Valle di Susa IGP
Mela Rossa Cuneo IGP
Mortadella Bologna* IGP
Murazzano DOP
Nocciola del Piemonte IGP
Raschera DOP
Riso di Baraggia Biellese e Vercellese DOP
Robiola di Roccaverano DOP
Salame Cremona* IGP
Salamini italiani alla cacciatora* DOP
Taleggio* DOP
Tinca Gobba Dorata del Pianalto di Poirino DOP
Toma Piemontese DOP
16 Puglia
Arancia del Gargano IGP
Caciocavallo Silano* DOP
Canestrato Pugliese DOP
Carciofo Brindisino IGP
Clementine del Golfo di Taranto IGP
Collina di Brindisi DOP
Dauno DOP
La Bella della Daunia DOP
Limone femminiello del Gargano IGP
Mozzarella di Bufala Campana* DOP
Pane di Altamura DOP
Ricotta di Bufala Campana* DOP
Terra di Bari DOP
Terra d’Otranto DOP
Terre tarentine DOP
Uva di Puglia IGP
7 Sardegna
Agnello di Sardegna IGP
Carciofo spinoso di Sardegna DOP
Fiore Sardo DOP
Pecorino Romano* DOP
Sardegna DOP
Zafferano di Sardegna DOP
Pecorino Sardo DOP
28 Sicilia
Arancia Rossa di Sicilia IGP
Arancia di Ribera DOP
Cappero di Pantelleria IGP
Carota Novella di Ispica IGP
Ciliegia dell’Etna DOP
Fico d’india dell’Etna DOP
Ficodindia di San Cono DOP
Limone di Siracusa IGP
Limone Interdonato Messina IGP
Monte Etna DOP
Monti Iblei DOP
Nocellara del Belice DOP
Pagnotta del Dittaino DOP
Pecorino Siciliano DOP
Pesca di Leonforte IGP
Piacentinu Ennese DOP
Pistacchio Verde di Bronte DOP
Pomodoro di Pachino IGP
Ragusano DOP
Salame S.Angelo IGP
Sale Marino di Trapani IGP
Uva da tavola di Canicattì IGP
Uva da tavola di Mazzarrone IGP
Valdemone DOP
Val di Mazara DOP
Valle del Belice DOP
Valli trapanesi DOP
Vastedda della Valle del Belice DOP
26 Toscana
Agnello del Centro Italia* IGP
Castagna del monte Amiata IGP
Chianti Classico DOP
Cinta Senese DOP
Fagiolo di Sorana IGP
Farina di castagne della Lunigiana DOP
Farina di Neccio della Garfagnana DOP
Farro della Garfagnana IGP
Fungo di Borgotaro* IGP
Lardo di Colonnata IGP
Lucca DOP
Marrone di Caprese Michelangelo IGP
Marrone di Mugello IGP
Miele della Lunigiana DOP
Mortadella Bologna* IGP
Olio Toscano IGP
Panforte di Siena IGP
Pecorino Romano* DOP
Pecorino Toscano* DOP
Prosciutto Toscano DOP
Ricciarelli di Siena IGP
Salamini italiani alla cacciatora* DOP
Seggiano DOP
Terre di Siena DOP
Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale* IGP
Zafferano di San Gimignano DOP
14 Trentino Alto Adige
Asiago* DOP
Grana Padano* DOP
Mela Alto Adige IGP
Mela Val di Non DOP
Mortadella Bologna* IGP
Olio Garda* DOP
Provolone Valpadana* DOP
Puzzone di Moena/Spretz Tzaorì DOP
Salmerino del Trentino* IGP
Stelvio o Stilfser DOP
Speck dell’Alto Adige IGP
Spressa delle Giudicarie DOP
Susina di Dro DOP
Trote del Trentino* IGP
8 Umbria
Agnello del Centro Italia* IGP
Farro di Monteleone di Spoleto DOP
Lenticchia di Castelluccio di Norcia* IGP
Olio Umbria DOP
Pecorino Toscano* DOP
Prosciutto di Norcia IGP
Salamini italiani alla cacciatora* DOP
Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale* IGP
4 Val d’Aosta
Fontina DOP
Valle d’Aosta Fromadzo DOP
Valle d’Aosta Jambon de Bosses DOP
Valle d’Aosta Lard d’Arnad DOP
36 Veneto
Aglio Bianco Polesano DOP
Asparago bianco di Bassano DOP
Asparago bianco di Cimadolmo IGP
Asparago di Badoere IGP
Asiago* DOP
Casatella trevigiana DOP
Ciliegia di Marostica IGP
Cotechino di Modena* IGP
Cozza di Scardovari DOP
Fagiolo di Lamon della Vallata Bellunese IGP
Garda* DOP
Grana Padano* DOP
Insalata di Lusia IGP
Marrone di Combai DOP
Marrone di San Zeno DOP
Marroni del Monfenera IGP
Miele delle Dolomiti Bellunesi DOP
Montasio* DOP
Monte Veronese DOP
Mortadella Bologna* IGP
Olio Veneto DOP
Pesca di Verona IGP
Piave DOP
Prosciutto Veneto Berico-Euganeo DOP
Provolone Val Padana* DOP
Radicchio di Chioggia IGP
Radicchio di Verona IGP
Radicchio Rosso di Treviso IGP
Radicchio variegato di Castelfranco IGP
Riso del Delta del Po* IGP
Riso Vialone Nano Veronese IGP
Salame Cremona* IGP
Salamini italiani alla cacciatora* DOP
Sopressa vicentina DOP
Taleggio* DOP
Zampone di Modena* IGP

 

#M5S Contro la crisi dei castagneti l’unica strada è il biologico


#M5S Contro la crisi dei castagneti l’unica strada è il biologico

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STOP AI FITOFARMACI

 Chi vive nella Tuscia conosce benissimo i problemi che i castanicoltori stanno attraversando, specie in questi ultimi anni, a causa di un piccolo quanto temibile insetto conosciuto con il nome di cinipide del castagno o vespa galligena (Dryocosmus kuriphilus Yatsumatsu). Questo patogeno importato dalla Cina, nel giro di pochi anni, ha praticamente azzerato la produzione delle castagne, a causa del forte deperimento vegetativo conseguente l’infestazione.

A nulla è valso l’utilizzo massiccio di fitofarmaci che hanno in realtà peggiorato la situazione dando il via, in molti casi, ad altri tipi di infestazioni oltre che alla scomparsa di gran parte dell’avifauna e degli altri organismi necessari al mantenimento degli equilibri ambientali. L’utilizzo massiccio di questi prodotti chimici, potrebbe avere anche gravi effetti acuti e cronici sulla salute umana, al punto che alcuni sindaci italiani hanno emesso ordinanze restrittive per l’accesso nei castagneti.
L’interrogazione, depositata in Commissione Agricoltura dal deputato Massimiliano Bernini, è stata depositata con lo scopo di sollecitare il Governo ad agire secondo quanto approvato all’unanimità qualche mese fa.
La lotta biologica ha già dato ottimi risultati in altre parti del mondo e in Italia, dove in Piemonte è portata avanti da alcuni anni e dove il problema del Cinipide del castagno è ormai quasi risolto.
Il concetto è semplice: contrastare introducendo nei castagneti, l’imenottero parassitoide Torymus sinensis Kamijo, antagonista naturale della vespa galligena.

È necessario vietare i trattamenti chimici in tutti i castagneti italiani, affinché il Torymus possa insediarsi e moltiplicarsi, raggiungendo una popolazione tale da eradicare il Cinipide. Albert Einstein ha affermato che “Follia è fare sempre la stessa cosa e aspettarsi risultati diversi”. Anni di lotta chimica alla vespa galligena hanno confermato questa sua affermazione.
È ora di cambiare strategia.

 

Riso: tutela del made in italy


Riso: approvata la risoluzione M5S per la tutela del made in italy

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Approvata all’unanimità in Commissione Agricoltura la risoluzione, a prima firma L’Abbate (M5S), con le linee di indirizzo al Ministro Martina, tra cui la richiesta della clausola di salvaguardia contro le importazioni a “dazio zero”

Dopo le manifestazioni dei risicoltori delle scorse settimane, sostenute dalle associazioni agricole, a seguito dell’entrata in vigore del nuovo regime doganale con il relativo aumento esponenziale di importazioni di riso a “dazio zero” dai Paesi del sud est asiatico, la Camera dei Deputati detta la linea al Ministro Maurizio Martina. È stata approvata all’unanimità in Commissione Agricoltura la risoluzione, a prima firma del deputato Giuseppe L’Abbate (M5S), per impegnare il Governo ad intervenire in tempi rapidi in sede europea affinché sia attivata la clausola di salvaguardia, ad far rendere immediatamente applicabile la normativa sull’etichettatura di origine dei prodotti agroalimentari, a potenziare l’attività di vigilanza e prevenzione delle pratiche commerciali scorrette rendendoli pubblici i dati dei traffici illeciti accertati nonché, infine, a valutare eventuali iniziative per rendere più efficace l’attività dell’Ente Risi così da promuovere la crescita e la competitività dell’agricoltura risicola italiana.
“Siamo soddisfatti che il Parlamento abbia compiuto finalmente il proprio compito, indicando la strada al Ministro Martina. Peccato che siamo giunti all’approvazione della risoluzione solamente ora, dato che i produttori avevano dato l’allarme già otto mesi fa. Purtroppo – commenta Giuseppe L’Abbate, deputato M5S primo firmatario della risoluzione in Commissione Agricoltura – c’è stato bisogno delle proteste di piazza dei risicoltori e del nostro ulteriore sollecito per vedere approvato un atto necessario per tutelare le imprese agricole nazionali. L’aiuto ai Paesi in via di sviluppo, infatti, non può e non deve pregiudicare la nostra economia e il futuro dell’agroalimentare italiano”.
Dal 2009 al 2013, l’importazione di riso dai Paesi del sud est asiatico è passata da 10 mila tonnellate l’anno a 130 mila. Mentre, negli ultimi 10 mesi, le importazioni dalla sola Cambogia sono aumentate del 60% rispetto allo stesso periodo di un anno fa. Il tutto grazie agli azzeramenti o alle progressive riduzioni dei dazi della tariffa doganale comune. Una situazione non più sostenibile per tutto il comparto risicolo che, in Piemonte e Lombardia ha visto passare la superficie coltivata a riso dai dai 235mila ettari del 2012 ai 219mila del 2013. Già dallo scorso autunno, quando vi furono i primi allarmi, si registrarono drammatiche diminuzioni delle quotazioni del riso pari al 35%, con punte clamorose per il riso Carnaroli, sceso del 63% da 800 euro a 300 euro la tonnellata. Il tutto grazie agli azzeramenti o alle progressive riduzioni dei dazi della tariffa doganale comune come previsto dall’accordo EBA (“Everything but arms”) che hanno colpito anche le aziende di trasformazione del riso, considerato che dal sud est asiatico il prodotto arriva spesso già pronto per essere venduto. Chiara, invece, ora la linea indicata dalla Camera al Ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina, il quale si è già dichiarato propenso a richiedere la clausola di salvaguardia.
L’approvazione della risoluzione 5 Stelle giunge proprio nel giorno in cui una delegazione di rappresentanti del “triangolo del riso” (Vercelli, Novara, Pavia) si incontra con gli europarlamentari Tajani e Cirio. “Occorre davvero un viaggio di rappresentanza per constatare che l’export del riso italiano è in flessione del 14% verso gli stessi Paesi Ue? – sottolinea il deputato vercellese Mirko Busto (M5S) – Quelli che dovrebbero essere nostri partner economici ormai preferiscono acquistare il più economico riso asiatico, spesso contenente sostanze chimiche da noi vietate. Con il provvedimento approvato oggi, il M5S dimostra di dare soluzioni efficaci ai bisogni dei cittadini senza spreco di denaro pubblico. Inoltre – conclude Busto – dal punto di vista di salute e sovranità alimentare, in Piemonte e Lombardia sono da tutelare le molte buone pratiche a basso impatto ambientale. Ci attendiamo che il Ministro Martina compia concretamente il proprio dovere mentre ci attendiamo dalle Regioni interessate un sapiente utilizzo dei Fondi strutturali nell’ambito dei Psr”.

2014 annata molto difficile


2014 annata molto difficile

“Anche se generalizzare è sempre sbagliato, dobbiamo dire che il 2014 sarà per il vino un’annata estremamente difficile”. Valentino Ciarla, enologo, attivo soprattutto in Toscana, Umbria e Lazio, tre regioni grandi produttrici di vino, parla con Labitalia della vendemmia 2014.

“Più che il singolo ciclone o il singolo temporale, quello che ha fatto veramente male alle viti è stata questa frequenza di piogge, davvero importante.

Questo ha comportato due conseguenze -spiega Ciarla mentre è in ricognizione tra i filari di Sangiovese in Toscana: la prima dal punto di vista fitosanitario con l’avanzare delle malattie dell’uva, la seconda dal punto di vista della maturazione, per via della mancanza di sole”.

Siamo tuttavia in tempo, spiega Ciarla “per ‘metterci una pezza’ se torna il bel tempo”.

Quel che è certo, osserva l’enologo, è che “la vendemmia inizierà sicuramente con un po’ di ritardo: penso che in molte zone della Toscana si parlerà di raccogliere l’uva a metà settembre per continuare fino a metà ottobre”.

“Speriamo comunque di non dover aspettare troppo -dice Ciarla- perché altrimenti insorgono altri problemi”.

 Nel frattempo gli enologi continuano a sorvegliare con occhio vigile i filari. “La qualità del vino conclude Ciarla nasce qui, nella vigna.

E in un’annata così complessa il nostro mestiere è quello di mettere a disposizione dell’azienda tutte le nostre competenze ed essere davvero il ‘pronto soccorso’ dell’uva”.

 ( Fonte adnkronos.com )

Biodinamico


Vino naturale, vino biologico, vino biodinamico… se ne sente parlare spesso, ma altrettanto spesso si tende a confonderli

Il vino biodinamico in realtà esiste come concetto in senso lato ma non è regolato da alcun disciplinare, anche se Demeter, l’associazione mondiale nata nel 1927 per tutelare, diffondere e regolare la produzione agricola biodinamica, sta lavorando in questa direzione. Dal 1997 l’associazione ha sede in Germania, ed è presente oggi in 43 Paesi. In particolare non è regolata la fase della vinificazione, quindi è più corretto parlare di vino ottenuto da uve da agricoltura biodinamica.

L’agricoltura biodinamica si basa sugli assunti filosofici e spirituali postulati dal filosofo ed esoterista austriaco Rudolf Steiner, secondo una visione olistica che ha gli stessi obiettivi dell’agricoltura tradizionale (prodotti di qualità, fertilità della terra, salute delle piante), ma se ne discosta nei metodi.

In particolare sono di importanza fondamentale nell’agricoltura biodinamica, e quindi anche per i produttori di vino biodinamico, concetti come l’energia vitale, le forze cosmiche, le fasi lunari, rifiutate dalla scienza razionale, come anche l’uso di particolari preparati come il “cornoletame”, il “cornosilice” o il “fladen”.

Ad esempio il cornoletame (o preparato 500) prevede il riempimento di un corno bovino di letame, che viene poi seppellito per 6 mesi. Una volta recuperato, se ne spruzza il contenuto sul terreno per renderlo più ricco e fertile. Il cornosilice (o preparato 501) prevede invece l’uso di quarzo al posto del letame, e il preparato viene spruzzato sulle piante.

Nel metodo Fladen il letame viene dinamizzato con gusci d’uovo e farina di roccia.

I preparati da cumulo sono invece il 502, 503, 504, 505, 506 e 507.

L’agricoltura biodinamica tende a suscitare scetticismo negli ambienti scientifici ufficiali. Numerosi studi sono stati condotti per dimostrare o confutare la validità dei metodi biodinamici, con risultati per la verità spesso in contrasto tra loro.

In ambito vinicolo, il dibattito intorno al vino biodinamico è sicuramente vivo e acceso, e coinvolge tanto i produttori quanto i consumatori e gli addetti ai lavori.