Archivi tag: dop

La bruna premiata per il suo castelmagno


Che il nostro Castelmagno DOP fosse di alto livello lo sapevamo. Ricevere una medaglia d’oro, dopo il giudizio dei tanti Maestri Assaggiatori provenienti da tutta Italia, è una gran bella soddisfazione

Raschera Dop – La bruna






Raschera

Il Raschera DOP viene realizzato con latte bovino.
Prodotto in forme tonde o quadrate, quest’ultima tipologia di formaggio risultava quella più comoda da trasportare dalle malghe d’alpeggio sino al fondovalle, quando i prodotti della montagna viaggiavano ancora tutti a dorso di mulo e potevano quindi esser impilati uno sull’altro per maggior comodità. E’ un tipico formaggio cuneese la cui stagionatura avviene in grotte di pietra provviste di salti d’acqua costanti e completamente interrate che ne garantiscono l’umidità ottimale per la maturazione, esattamente come avviene per il Castelmagno DOP.

Ingredienti:

Latte crudo vaccino, sale, caglio

Le caratteristiche

Il Raschera DOP è un formaggio con almeno un mese di stagionatura e quello dell’azienda La Bruna è di pasta cruda semigrassa e pressata. Nelle forme più fresche il sapore è fine e delicato, profumato, mentre è intenso, persistente e sapido se stagionato. La pasta, di colore bianco o avorio è piuttosto consistente, elastica, con piccolissime occhiature sparse e irregolari.

Consigli per il consumo


Apprezzato non solo come prodotto da tavola ma anche come ingrediente in cucina, è particolarmente adatto ad essere fuso, pertanto può essere impiegato per la preparazione di saporiti e cremosi risotti. Ottimo anche per essere consumato con un contorno di verdure cotte oppure tagliato a dadini nelle insalate miste, il Raschera frequentemente impiegato anche per preparare squisite fondute, vol-au-vent, torte salate, paste ripiene e come condimento per gli gnocchi di patate. Si abbina con vini bianchi più strutturati e con i rossi di medio corpo, non invecchiati e di pronta beva.

Valle d’Aosta Fromadzo DOP



Regolamento (CE) n. 1263/96


Non è segreto per nessuno il fatto che la Valle d’Aosta sia terra di pascoli di alta montagna, dove le mucche si nutrono di erbe profumate che danno al latte un sapore davvero unico. L’uomo poi, con impegno e arte, dona il suo contributo per ottenere il prodotto alimentare da sempre orgoglio dei “montagnards”: il formaggio. La maggior parte del latte viene, infatti, trasformata in prodotti caseari. Freschi o stagionati, i formaggi valdostani soddisfano tutti i palati, anche quelli dei degustatori più esigenti alla continua ricerca di antichi e raffinati sapori.
Il Valle d’Aosta Fromadzo è la seconda DOP lattiero-casearia della nostra regione dopo la Fontina (ne ha ottenuto la registrazione con Regolamento CE n. 1263/96), e viene prodotto con latte di vacca delle razze Valdostana Pezzata Rossa e Valdostana Pezzata Nera e a volte è aggiunto una piccola percentuale di latte di capra.

Ha un sapore caratteristico fragrante e semi dolce se fresco e leggermente sapido e quasi piccante se stagionato. Inoltre può essere aromatizzato con bacche di ginepro, semi di cumino o di finocchio selvatico. Il peso può variare da 1 a 7 chili e la stagionatura da 2 a 14 mesi. La materia grassa presente può essere da un minimo del meno del 20% a un massimo del 35%.

Il latte deve rispondere allo standard produttivo seguente che individua due distinte tipologie:

a) l’alimentazione delle bovine da cui deriva il latte deve essere costituita prevalentemente da foraggi locali freschi o affienati;

b) per il formaggio di tipologia semi-grassa il latte viene rilasciato riposare in relazione alle condizioni ambientali per un periodo variabile da 12 a 24 ore. Per il formaggio di tipologia a basso contenuto di grasso il latte viene lasciato riposare, sempre in relazione alle condizioni ambientali, per un periodo variabile da 24 a 36 ore. Il latte deve essere quindi coagulato ad una temperatura di 34-36 °C sfruttando lo sviluppo spontaneo della microflora casearia con l’eventuale inoculo di fermenti lattici naturali ed autoctoni della zona di produzione;

La coagulazione è ottenuta con l’uso di caglio naturale. Segue la rottura della cagliata con innalzamento della temperatura fino a un massimo di 45 °C.

La massa caseosa collocata in fuscelle, localmente chiamate “féitchie”, può essere sottoposta ad una leggera pressatura cui segue il rivoltamento effettuato 3-4 volte nelle 24 ore.

La salatura si attua a secco o in salamoia; la salatura a secco avviene inizialmente a giorni alterni per diradarsi progressivamente nel tempo in un periodo complessivo di 20-30 giorni. La pulitura della forma si effettua per mezzo di un panno imbevuto in una soluzione di acqua e sale.

La maturazione avviene in locali appositi ad una temperatura di 8-14 °C e con umidità relativa non inferiore al 60%. Il periodo di stagionatura varia da un minimo di 60 giorni fino ad un massimo di 8-10 mesi; il prodotto a breve stagionatura è utilizzato da tavola mentre quello a prolungata stagionatura viene talora consumato previo grattugiamento. Il formaggio può essere aromatizzato mediante l’aggiunta nella lavorazione di semi o parti di piante aromatiche;

Le forme del Valle d’Aosta Fromadzo, maturate dai sessanta giorni ai quattordici mesi, si presentano con una crosta di colore paglierino o grigia con sfumature rossastre. La pasta ha una struttura elastica e compatta, con occhiature sparse di piccole e medie dimensioni.


Fontina D.O.P. da Agricoltura Biologica



La lavorazione della Fontina DOP con latte pregiato proveniente da allevamenti certificati BIO.

FORMA

Cilindrica tipicamente appiattita, con facce piane e con scalzo in origine concavo, non sempre rilevabile a maturazione. Il diametro è compreso tra 35 e 45 cm, l’altezza, variabile, è compresa tra 7 e 10 cm.

CROSTA

Compatta e sottile, di colore marrone da chiaro a scuro a seconda delle condizione di maturazione e della durata di stagionatura. Essa risulta morbida o semidura con il protrarsi della stagionatura.

PASTA

Elastica e morbida in relazione al periodo di produzione, occhiatura caratteristica e dispersa nella forma. Il colore è variabile dall’avorio al giallo paglierino più o meno intenso.

SAPORE

La pasta fondente in bocca ha il caratteristico sapore dolce e delicato, più intenso con il procedere della maturazione.

SHELF-LIFE PRODOTTO CONFEZIONATO E PORZIONATO

45-60 giorni

INGREDIENTI

Latte vaccino crudo da Agricoltura Biologica, sale, fermenti, caglio.

CARATTERISTICHE

Prodotta con latte da agricoltura biologica della sola Val D’Ayas nei mesi compresi tra Novembre e Maggio.
La stagionatura è effettuata in grotta per almeno 90 gg.

CERTIFICAZIONE

Bollo CE IT 02 129 CE
Certificato numero ITBIO 005 T686 emesso da BIOS s.r.l.

TRASPORTO E CONSERVAZIONE

A T° comprese tra 4 e 8 °C

CARATTERISTICHE MICROBIOLOGICHE

Conformi a quanto previsto dal REG CE 2073-05 e successive modifiche per i formaggi a latte crudo.

PRODOTTO

Disponibile come forma intera, porzionato e porzionato sotto vuoto.

CONFEZIONE FORMA INTERA

Unità di confezione: una forma con disco confezionata in carta per alimenti
Unità di imballo: una confezione per cartone

CONFEZIONAMENTO PORZIONATO

Unità di confezione: un pezzo in film plastico con atmosfera protettiva.
Unità di imballo: da 4 a 16 pezzi per cartone


I Lauri – Affumicati e Cose Buone



I Lauri, firma di qualità agroalimentare

La cooperativa agricola I Lauri è situata nelle Alpi cuneesi, in Valle Stura di Demonte, a poco meno di 800 metri di quota.
L’azienda, ospitata nel complesso Terredoc di Rialpo, è nata dieci anni fa per iniziativa di un ristretto staff di artigiani del gusto e produttori agricoli della provincia di Cuneo.
Oggi I Lauri comprendono una quindicina di soci individuali e collettivi. Tra questi ultimi figurano la Cooperativa Agricola Buschese, titolare del marchio della razza bovina piemontese Coalvi, la Cooperativa dell’agnello sambucano Barmaset, la Poiana di Pradleves che produce e affina formaggi Dop, la Cooperativa Cantine di Clavesana che fornisce il vino per le lavorazioni gastronomiche e la Albifrutta di Costigliole Saluzzo.

La sede di Rialpo consta di oltre mille quadri suddivisi tra l’area produttiva (laboratori e stazioni di affumicazione distinte per carni e pesce, sale di stagionatura, celle frigorifere di stoccaggio), l’open space per meeting e degustazioni, gli uffici, lo spaccio di vendita con una ricca gamma di prodotti del territorio occitano.

I Lauri valorizzano le produzioni tipiche locali: l’agnello sambucano, la trota salmonata alpina, la carne bovina Coalvi, il suino biologico, polli e conigli di razza pregiata, selvaggina di qualità superiore. La lavorazione dei prodotti avviene secondo antiche ricette locali, a partire dalla preparazione, con l’uso esclusivo di sale marino, erbe alpine e provenzali, spezie selezionate, vino bianco e rosso Doc. La carezza dell’affumicazione avviene in forni ad alta tecnologia, alimentati da segature di legni dolci e profumati.


Dal 2008 è maturato il progetto di estendere l’attività alla filiera della lumaca Helix pomatia alpina. Si tratta infatti di un prodotto con una lunga storia nelle valli occitane, attestata dalla pluricentenaria Fiera Fredda di Borgo San Dalmazzo che da sempre vede al centro il prodotto lumaca sia sotto l’aspetto agricolo (allevamenti specializzati) che culinario (ogni ristorante locale vanta ricette a base di lumaca).

Due le linee di produzione sotto l’etichetta “Alta gastronomia dei Lauri”: specialità in barattolo da 180 e 500 grammi (lumache alla diavola, alla provenzale, affumicate sott’olio, ragout) e in vaschetta a lunga conservazione tra i 400 grammi e il kg (polpa naturale di lumaca, lumache Borgogna, impanate, in spiedino).

Dall’anno scorso ha preso il via la linea dei patè totalmente naturali, in barattolo da 130 grammi. Queste le specialità: Montagnard (carne di maiale), Sarvai (polpa di lepre), Real (polpa di cinghiale), Sambucan (agnello sambucano), Bec Fin ( fagiano), Helix (lumaca).

Tutti i prodotti dei Lauri rispettano le regole del mangiare sano e genuino. Sono esclusi in modo tassativo additivi e conservanti. Le ricette vengono controllate da analisti della qualità e sono in linea con le tabelle della dietologia, per fornire il giusto apporto di proteine e una limitata quantità di grassi.

La Bruna – Castelmagno prodotto di montagna





 





Castelmagno

Formaggio nobile e fiore all’occhiello de La Bruna, il Castelmagno DOP viene prodotto seguendo fedelmente la tradizione della Valle Grana; grazie al personale controllo di tutta la filiera ed al selezionatissimo bestiame di razza Bruna Alpina l’azienda garantisce un latte vaccino di qualità superiore che trasmette al formaggio i veri sapori dei pascoli montani. La stagionatura avviene poi in grotte di pietra provviste di salti d’acqua costanti e completamente interrate che ne garantiscono l’umidità ottimale per la maturazione.

Ingredienti:

Latte crudo, sale, caglio

Le caratteristiche

La crosta non edibile è liscia, di colore giallo e con la stagionatura assume sfumature prima rossastre ed in seguito scure. La pasta, inizialmente friabile e poi compatta con il passare del tempo, è priva di occhiature, di colore bianco perla nei prodotti giovani e giallo paglierino intenso negli stagionati. Il sapore è serico e pastoso, con un buon equilibrio fra l’acido e il dolce, e con sapori di malga via via più accentuati. Passa infatti da delicato a intenso e piccante con il procedere della maturazione.

Consigli per il consumo


Il nome “Castelmagno” lega il pensiero a piatti tipici come gli gnocchi con il Castelmagno, ma da solo, viene anche gustato sopra la polenta abbrustolita, ed è stato fra i primi formaggi ad essere abbinato alle variegate note del miele, da quello della melata di quercia, al tiglio fino a quello di acacia. I vini a lui legati devono essere corposi, intensi, come un Nebbiolo o i grandi vini che da esso derivano, tipo il Barolo o il Barbaresco.

Nobile di porcello – I Lauri


Nobile di Porcello
E’ dal Piemonte profondo che nasce questo incantevole boccone da re: il filetto baciato. Un tempo, quando era uso allevare e poi, nei mesi freddi, macellare il maiale in casa, il norcino riservava il filetto e in ultimo lo avvolgeva con pasta di salame crudo.
scarica la scheda PDF (circa 1,5Mb, attendere almeno 30 secondi)Avvolto in budello naturale il filetto baciato restava a stagionare un mese ed era così pronto per i giorni della festa, I Lauri oggi ripetono lo stesso rituale, selezionando i migliori filetti di suino piemontese e rispettando lo stesso codice di lavorazione.
I filetti baciati riposano quanto basta nei locali di asciugatura e stagionatura, per essere poi avviati al confezionamento.
Si tratta di un classico prodotto di nicchia, ormai dimenticato dai più, che merita di essere riscoperto. Al taglio, svela sentori sorprendenti: di antica bontà, di nuove emozioni.

I formaggi di Gigi


“Gigi Salumi, Formaggi e Vini” rappresenta la terza generazione di formaggiai. La nostra tradizione base le proprie origini con il nonno Vittorio fino al 1950, per poi proseguire con il papà Pietro fino al 1985 e, successivamente, con il sottoscritto. La passione che possiedo per questo settore nasce sin da piccolo, quando aiutavo mio padre nella stagionatura dei taleggi (e mi divertivo a far rotolare le forme di Padano e Reggiano).

Nel 1988 ho iniziato a tutti gli effetti a fare il formaggiaio, inizialmente con servizio ambulante per poi, dal 2000, aprire con mia moglie Michela la nostra sede a Sant’Omobono Terme. Nel 2001, ho iniziato a lavorare e stagionare i formaggi tipici del nostro Paese con erbe, vini e aceti balsamici. Nel 2009 è nata l’idea di dedicare un’area del negozio come Enoteca e Sala di degustazione, dove poter assaggiare i miei prodotti accompagnati da vini delle più importanti cantine italiane.

Se sei interessato a conoscerci di persona,consulta le informazioni per raggiungerci e prenota una serata in nostra compagnia: non resterai deluso, sia per la qualità sia per il prezzo basso! La nostra famiglia ha sempre selezionato i migliori produttori di formaggi, vini e salumi acquistando e selezionando personalmente la qualità!

Ricette piemontesi – Tajarin al sugo di fegatini


Tajarin al sugo di fegatini • Basse Langhe

Per 8 persone:

Per la pasta: 500 grammi di farina, 2 uova, 10 tuorli

Per il condimento: 10 fegatini di pollo, 2 pomodori freschi (o pelati), mezza cipolla, 1 rametto di rosmarino, mezzo mestolo di brodo, 4 cucchiai di olio extravergine di oliva, una noce di burro, sale

Tempo di preparazione e cottura: 2 ore

 Disponete la farina a fontana su una spianatoia, unite nell’incavo le uova intere, i tuorli e il sale.

Impastate con cura e pazienza e tirate una sfoglia molto sottile (se il matterello non vi è congeniale, usate la macchina per le tagliatelle).

Fate riposare, quindi cospargete di farina e arrotolate la sfoglia; tagliatela con un coltello affilato in modo da ricavarne tagliolini molto sottili (volendo, potete usare ancora una volta la macchinetta).

Fate riposare la pasta e dedicatevi al sugo.

Se i pomodori sono freschi pelateli, togliete i semi e passate la polpa alla mezzaluna in modo grossolano; tritate la cipolla e tagliate a fette sottili i fegatini di pollo.

Fate imbiondire il battuto in un tegame con burro, olio e il rametto di rosmarino; quando sarà appassito, aggiungete i fegatini e fateli colorire bagnando ripetutamente con brodo.

Aggiungete i pomodori, regolate di sale e portate a cottura.

Cuocete i tajarìn in acqua bollente e salata per pochi minuti.

Scolateli con la schiumarola e conditeli con il sugo. In questa ricetta la proporzione tra le uova e la farina è quella classica dei tajarìn langaroli, ma c’è chi usa solo tuorli e aumenta la dose fino a quattro per etto di farina, ottenendo a prezzo di una notevole fatica nell’impastare una sfoglia straordinariamente soda, che va tirata e affettata sottilissima.

Il sugo di fegatini di pollo era cucinato un tempo la domenica, perché questo animale da cortile era spesso riservato ai pranzi dei giorni di festa; altri condimenti tradizionali sono burro e salvia, sugo d’arrosto, in estate anche pomodoro e basilico.

 Storia. La storia dei tajarin, come versione langarola di innumerevoli altri formati di pasta fresca lunga ricavata dal taglio della sfoglia diffusi nell’Italia settentrionale (tagliatelle, ecc.) è molto antica. I tajarin erano il tipico piatto della domenica.

Ciò che li differenziava e li differenzia più segnatamente dai suoi corrispettivi è l’uso molto ingente di uova nell’impasto.

Questa caratteristica trova riscontro nell’opera di cuochi famosi dell’Ottocento. Chapusot, nel suo La cucina sana, economica ed elegante (1846) consigliava 23 tuorli per ogni chilogrammo di farina; Vialardi, in La cucina borghese semplice ed economica, suggeriva 8 tuorli più 5 uova intere. Il condimento, o comodino, a base di fegatini di pollo contraddistingue altresì i tajarin delle Basse Langhe da altre simili ricette che presentano sottili variazioni e che sono diffuse in tutto il Piemonte.

Prodotti Dop e Igp


Classificazione dei prodotti Dop e Igp per regione

   
9 Abruzzo
Agnello del Centro Italia* IGP
Aprutino Pescarese DOP
Carota dell’altopiano del Fucino IGP
Colline Teatine DOP
Oliva ascolana del Piceno* DOP
Pretuziano delle colline teramane DOP
Salamini italiani alla cacciatora* DOP
Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale* IGP
Zafferano dell’Aquila DOP
9 Basilicata
Caciocavallo Silano* DOP
Canestrato di Moliterno IGP
Fagioli Bianchi di Rotonda DOP
Fagiolo di Sarconi IGP
Melanzana Rossa di Rotonda DOP
Pane di Matera IGP
Pecorino di Filiano DOP
Peperone di Senise IGP
Vulture DOP
15 Calabria
Alto crotonese DOP
Bergamotto di Reggio Calabria – olio essenziale DOP
Bruzio DOP
Caciocavallo Silano* DOP
Capocollo di Calabria DOP
Cipolla rossa di Tropea Calabria IGP
Clementina di Calabria IGP
Fichi di Cosenza DOP
Lametia DOP
Limone di Rocca Imperiale IGP
Liquirizia di Calabria DOP
Pancetta di Calabria DOP
Patata della Sila IGP
Salsiccia di Calabria DOP
Soppressata di Calabria DOP
22 Campania
Caciocavallo Silano* DOP
Carciofo di Paestum IGP
Castagna di Montella IGP
Cilento DOP
Cipollotto nocerino DOP
Colline Salernitane DOP
Fico bianco del Cilento DOP
Irpinia – Colline dell’Ufita DOP
Limone di Sorrento IGP
Limone Costa d’Amalfi IGP
Marrone di Roccadaspide IGP
Melannurca campana IGP
Mozzarella di Bufala Campana* DOP
Nocciola di Giffoni IGP
Pasta di Gragnano IGP
Penisola Sorrentina DOP
Pomodorino del Piennolo del Vesuvio IGP
Pomodoro S. Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino DOP
Provolone del Monaco DOP
Ricotta di Bufala Campana* DOP
Terre Aurunche DOP
Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale* IGP
38 Emilia Romagna
Aglio di Voghiera DOP
Agnello del Centro Italia* IGP
Amarene brusche di Modena IGP
Aceto balsamico di Modena IGP
Aceto balsamico tradizionale di Modena DOP
Aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia DOP
Asparago verde di Altedo IGP
Brisighella DOP
Ciliegia di Vignola IGP
Colline di Romagna DOP
Coppa di Parma* IGP
Coppa Piacentina DOP
Coppia ferrarese IGP
Cotechino Modena* IGP
Culatello di Zibello DOP
Formaggio di Fossa di Sogliano* IGP
Fungo di Borgotaro* IGP
Grana Padano* DOP
Marrone di Castel del Rio IGP
Melone Mantovano* IGP
Mortadella Bologna* IGP
Pancetta Piacentina DOP
Parmigiano Reggiano* DOP
Patata di Bologna DOP
Pera dell’Emilia Romagna IGP
Pesca e Nettarina di Romagna IGP
Prosciutto di Modena DOP
Prosciutto di Parma DOP
Provolone Valpadana* DOP
Riso del Delta del Po* IGP
Salame Cremona* IGP
Salame Felino IGP
Salame Piacentino DOP
Salamini italiani alla cacciatora* DOP
Scalogno di Romagna IGP
Squacquerone di Romagna DOP
Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale* IGP
Zampone Modena* IGP
5 Friuli Venezia Giulia
Brovada DOP
Montasio* DOP
Prosciutto di San Daniele DOP
Prosciutto di Sauris IGP
Salamini italiani alla cacciatora* DOP
Tergeste DOP
26 Lazio
Abbacchio Romano IGP
Agnello del Centro Italia* IGP
Canino DOP
Carciofo romanesco del Lazio IGP
Castagna di Vallerano DOP
Colline Pontine DOP
Fagiolo Cannellino di Atina DOP
Kiwi Latina IGP
Mortadella Bologna* IGP
Mozzarella di Bufala Campana* DOP
Nocciola Romana DOP
Pane casareccio di Genzano IGP
Patata dell’Alto Viterbese IGP
Pecorino di Picinisco DOP
Pecorino Romano* DOP
PecorinoToscano* DOP
Peperone di Pontecorvo DOP
Porchetta di Ariccia IGP
Prosciutto Amatriciano IGP
Ricotta di Bufala Campana* DOP
Ricotta Romana DOP
Sabina DOP
Salamini italiani alla cacciatora* DOP
Sedano Bianco di Sperlonga IGP
Tuscia DOP
Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale* IGP
3 Liguria
Acciughe sotto sale del Mar Ligure IGP
Basilico genovese DOP
Riviera Ligure DOP
31 Lombardia
Bitto DOP
Bresaola della Valtellina IGP
Coppa di Parma* IGP
Cotechino di Modena* IGP
Formaggella del Luinese DOP
Formai de Mut dell’Alta Val Brembana DOP
Olio Garda* DOP
Gorgonzola* DOP
Grana Padano* DOP
Laghi Lombardi DOP
Mela di Valtellina IGP
Melone Mantovano* IGP
Miele Varesino DOP
Mortadella Bologna* IGP
Nostrano Valtrompia DOP
Parmigiano Reggiano* DOP
Pera Mantovana IGP
Provolone Valpadana* DOP
Quartirolo Lombardo DOP
Salame Brianza DOP
Salame Cremona* IGP
Salame di Varzi DOP
Salame d’oca di Mortara IGP
Salamini italiani alla cacciatora* DOP
Salmerino del Trentino* IGP
Salva Cremasco DOP
Strachitunt DOP
Taleggio* DOP
Trote del Trentino* IGP
Valtellina Casera DOP
Zampone di Modena* IGP
11 Marche
Agnello del Centro Italia* IGP
Cartoceto DOP
Casciotta d’Urbino DOP
Ciauscolo IGP
Formaggio di Fossa di Sogliano* IGP
Lenticchia di Castelluccio di Norcia* IGP
Maccheroncini di Campofilone IGP
Oliva ascolana del Piceno* DOP
Mortadella Bologna* IGP
Prosciutto di Carpegna DOP
Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale* IGP
5 Molise
Caciocavallo Silano* DOP
Molise DOP
Ricotta di Bufala Campana* DOP
Salamini italiani alla cacciatora* DOP
Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale* IGP
20 Piemonte
Bra DOP
Castagna Cuneo IGP
Castelmagno DOP
Crudo di Cuneo DOP
Fagiolo di Cuneo IGP
Gorgonzola* DOP
Grana Padano* DOP
Marrone della Valle di Susa IGP
Mela Rossa Cuneo IGP
Mortadella Bologna* IGP
Murazzano DOP
Nocciola del Piemonte IGP
Raschera DOP
Riso di Baraggia Biellese e Vercellese DOP
Robiola di Roccaverano DOP
Salame Cremona* IGP
Salamini italiani alla cacciatora* DOP
Taleggio* DOP
Tinca Gobba Dorata del Pianalto di Poirino DOP
Toma Piemontese DOP
16 Puglia
Arancia del Gargano IGP
Caciocavallo Silano* DOP
Canestrato Pugliese DOP
Carciofo Brindisino IGP
Clementine del Golfo di Taranto IGP
Collina di Brindisi DOP
Dauno DOP
La Bella della Daunia DOP
Limone femminiello del Gargano IGP
Mozzarella di Bufala Campana* DOP
Pane di Altamura DOP
Ricotta di Bufala Campana* DOP
Terra di Bari DOP
Terra d’Otranto DOP
Terre tarentine DOP
Uva di Puglia IGP
7 Sardegna
Agnello di Sardegna IGP
Carciofo spinoso di Sardegna DOP
Fiore Sardo DOP
Pecorino Romano* DOP
Sardegna DOP
Zafferano di Sardegna DOP
Pecorino Sardo DOP
28 Sicilia
Arancia Rossa di Sicilia IGP
Arancia di Ribera DOP
Cappero di Pantelleria IGP
Carota Novella di Ispica IGP
Ciliegia dell’Etna DOP
Fico d’india dell’Etna DOP
Ficodindia di San Cono DOP
Limone di Siracusa IGP
Limone Interdonato Messina IGP
Monte Etna DOP
Monti Iblei DOP
Nocellara del Belice DOP
Pagnotta del Dittaino DOP
Pecorino Siciliano DOP
Pesca di Leonforte IGP
Piacentinu Ennese DOP
Pistacchio Verde di Bronte DOP
Pomodoro di Pachino IGP
Ragusano DOP
Salame S.Angelo IGP
Sale Marino di Trapani IGP
Uva da tavola di Canicattì IGP
Uva da tavola di Mazzarrone IGP
Valdemone DOP
Val di Mazara DOP
Valle del Belice DOP
Valli trapanesi DOP
Vastedda della Valle del Belice DOP
26 Toscana
Agnello del Centro Italia* IGP
Castagna del monte Amiata IGP
Chianti Classico DOP
Cinta Senese DOP
Fagiolo di Sorana IGP
Farina di castagne della Lunigiana DOP
Farina di Neccio della Garfagnana DOP
Farro della Garfagnana IGP
Fungo di Borgotaro* IGP
Lardo di Colonnata IGP
Lucca DOP
Marrone di Caprese Michelangelo IGP
Marrone di Mugello IGP
Miele della Lunigiana DOP
Mortadella Bologna* IGP
Olio Toscano IGP
Panforte di Siena IGP
Pecorino Romano* DOP
Pecorino Toscano* DOP
Prosciutto Toscano DOP
Ricciarelli di Siena IGP
Salamini italiani alla cacciatora* DOP
Seggiano DOP
Terre di Siena DOP
Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale* IGP
Zafferano di San Gimignano DOP
14 Trentino Alto Adige
Asiago* DOP
Grana Padano* DOP
Mela Alto Adige IGP
Mela Val di Non DOP
Mortadella Bologna* IGP
Olio Garda* DOP
Provolone Valpadana* DOP
Puzzone di Moena/Spretz Tzaorì DOP
Salmerino del Trentino* IGP
Stelvio o Stilfser DOP
Speck dell’Alto Adige IGP
Spressa delle Giudicarie DOP
Susina di Dro DOP
Trote del Trentino* IGP
8 Umbria
Agnello del Centro Italia* IGP
Farro di Monteleone di Spoleto DOP
Lenticchia di Castelluccio di Norcia* IGP
Olio Umbria DOP
Pecorino Toscano* DOP
Prosciutto di Norcia IGP
Salamini italiani alla cacciatora* DOP
Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale* IGP
4 Val d’Aosta
Fontina DOP
Valle d’Aosta Fromadzo DOP
Valle d’Aosta Jambon de Bosses DOP
Valle d’Aosta Lard d’Arnad DOP
36 Veneto
Aglio Bianco Polesano DOP
Asparago bianco di Bassano DOP
Asparago bianco di Cimadolmo IGP
Asparago di Badoere IGP
Asiago* DOP
Casatella trevigiana DOP
Ciliegia di Marostica IGP
Cotechino di Modena* IGP
Cozza di Scardovari DOP
Fagiolo di Lamon della Vallata Bellunese IGP
Garda* DOP
Grana Padano* DOP
Insalata di Lusia IGP
Marrone di Combai DOP
Marrone di San Zeno DOP
Marroni del Monfenera IGP
Miele delle Dolomiti Bellunesi DOP
Montasio* DOP
Monte Veronese DOP
Mortadella Bologna* IGP
Olio Veneto DOP
Pesca di Verona IGP
Piave DOP
Prosciutto Veneto Berico-Euganeo DOP
Provolone Val Padana* DOP
Radicchio di Chioggia IGP
Radicchio di Verona IGP
Radicchio Rosso di Treviso IGP
Radicchio variegato di Castelfranco IGP
Riso del Delta del Po* IGP
Riso Vialone Nano Veronese IGP
Salame Cremona* IGP
Salamini italiani alla cacciatora* DOP
Sopressa vicentina DOP
Taleggio* DOP
Zampone di Modena* IGP